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Fondi Ue, l’impegno di Paci: «Li useremo fino all’ultimo euro»

Fondi Ue, l’impegno di Paci: «Li useremo fino all’ultimo euro»

L’assessore alla presentazione della Festa dell’Europa «Siamo ben oltre la media nazionale dell’impiego»

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CAGLIARI. Tre miliardi e mezzo di fondi europei a disposizione, il 65 per cento è stato speso e il residuo sarà messo a correre entro il 2015. È con questi dati positivi – lo sono almeno sulla carta – che la Sardegna da giovedì e fino al 22 maggio parteciperà alla «Festa dell’Europa», che nei 28 Paesi membri dell’Unione sarà celebrata venerdì in contemporanea. Proprio quando gli euroscettici sono scatenati in campagna elettorale, vogliono conquistare scena e seggi, e a sedici giorni dalle elezioni per il Parlamento di Strasburgo, la Festa non vuole essere solo una passerella. Sarà l’occasione per dimostrare che «dell’Europa abbiamo bisogno» e che «l’Europa è il futuro anche per un’identità forte come quella sarda», ha detto l’assessore alla Programmazione Raffaele Paci nel presentare «l’itinerario». Il tour coinvolgerà otto Comuni: Mandas, Carbonia, Guspini, Tortolì, Orani, Laconi, Aggius e Castelsardo. Vie e piazze in cui la «nuova Europa», quella della «sostenibilità, dell’intelligenza e della solidarietà», ha sottolineato l’assessore, «si farà conoscere soprattutto dai giovani». Per sconfiggere chi oggi prende a picconate l’euro e soffia sul fuoco delle divisioni fra gli Stati, i luoghi simbolo sono indispensabili: «Dobbiamo rendere visibile, far toccare con mano ai cittadini – ha detto Paci – quello che grazie all’Europa abbiamo fatto e vogliamo fare ancora nei Comuni». Certo, quella europea è spesso una macchina mostruosa, invadente e complicata per colpa della burocrazia, ma a bloccare gli ingranaggi c’è di mezzo anche il solito Patto di stabilità interno: non permette ai municipi di spendere come vorrebbero. «Posso garantire che finora la Sardegna è ben oltre la media nazionale nell’impiego dei finanziamenti comunitari e non restituiremo neanche un euro di quanto ci è stato assegnato dal 2007 al 2013. Subito dopo, progetto dopo progetto, verificheremo quale impatto sociale ed economico hanno avuto i diversi interventi su ciascun territorio, anche se sappiamo già che le donne e i giovani sono al primo posto in questa classifica», ha aggiunto Paci. Allora serve un bilancio, per sapere ad esempio che del miliardo e 331 milioni dell’ultimo Fondo di sviluppo, la Sardegna ancora deve impegnare poco più di 458 milioni. Ma soprattutto i 903 milioni finora spesi sono canalizzati su 1.913 progetti. Quali sono? «Saranno tutti consultabili, nella più completa trasparenza, sul sito del Centro di programmazione della Regione alla sezione Storie di progetti», ha detto Gianluca Cadeddu, direttore del Centro. Più di un esempio è stampato sulle pareti mobili che faranno da scenario alla Festa: museo del grano, vivere nella legalità, recupero del centro storico, risparmio energetico e sviluppo urbano. «La Sardegna deve crescere con l’Europa», è lo slogan che racchiude tutte queste eccellenze spesso sconosciute ai più «ma che ora devono essere il testimonial di una Sardegna che vuole crescere».

Anche al Fondo sociale europeo l’isola ha attinto a pieni mani, come ha ricordato l’assessore regionale al lavoro Virginia Mura: «Abbiamo investito molto più della metà del miliardo assegnato, per rilanciare l’occupazione prima di tutto nei Comuni sotto i tremila abitanti e a rischio spopolamento». Ammonta a quasi un miliardo e mezzo il Fondo per lo sviluppo rurale, è quello che sostiene l’agricoltura, ha aggiunto l’assessore regionale Elisabetta Falchi, per poi dire: «Ma dobbiamo stare attenti perché in futuro la Sardegna potrebbe essere penalizzata». Com’è oggi penalizzata nell’elezione degli europarlamentari, ma questa è un’altra storia ed è tutta politica. (ua)

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