Soru: il leader M5S alimenta solo la rabbia
L’ex governatore mette in evidenza la sua idea di Sardegna come ponte tra Europa e sud del mondo
SASSARI. Le urla di Beppe Grillo invadono casa Soru. Forse il leader 5 Stelle neanche lo sapeva, ma la sua performance incendiaria a Cagliari l’ha tenuta sotto l’abitazione di Renato Soru.
Distanza siderale. Ma la distanza tra il guru a 5 Stelle e il candidato del Pd al parlamento europeo è siderale. Due galassie lontanissime. «Grillo nega l’Europa e l’euro – dice Renato Soru –. Parla alla pancia delle persone e non al cuore, alla rabbia delle persone e non alla bontà degli esseri umani. Dice di chiuderci davanti all’Europa. Non si può condividere un pensiero simile». Ma Soru fa un ragionamento che parte da lontano. Proprio da una visione opposta al grillo-pensiero.
L’Europa è il futuro. «L’Europa non è nata per volontà dei banchieri e delle élite – spiega Soru –. Al contrario è sorta dalle ceneri della seconda guerra mondiale. Ha garantito il periodo di pace più lungo dell’Europa. E basta osservare fuori dai confini cosa accade. In Ucraina e nel nord Africa. Mettere a repentaglio tutto questo non è buona politica. Oggi noi dobbiamo lavorare perché l’Italia esca dalla crisi. Non è stata riconosciuta ed è stata governata male. Ecco che in Europa ci sono due pensieri diversi. Uno è quello di della destra, del Ppe. L’altro è il nostro, quello del Pse. Di chi come noi non vuole cristallizzare la situazione attuale. Né vuole gli attuali vincoli di bilancio. Non si deve essere governati dalla paura. Si esce dalla crisi con il ritorno degli investimenti, del lavoro, dei consumi».
«Grillo è un terzo pensiero che non ha nulla a che fare con la politica e l’Europa. Lui vuole tornare al passato e farci chiudere nell’isolamento». Durissimo anche il segretario regionale del Pd Silvio Lai. «Grillo porta avanti una politica il cui unico fine è creare il caos».
Il treno. Soru mette in evidenza anche il rapporto tra la Sardegna e l’Europa. «La Sardegna non deve perdere il treno dell’Europa. Deve godere della bellezza delle sue coste e del suo mare. Ma non deve essere più isolata. Il suo futuro è fare rete con le altre perle del Mediterraneo e mostrare all’Europa che il suo è un orizzonte di sapere».
Il dibattito. Soru, rientrato dal suo tour in Sicilia, ha partecipato a Sassari al dibattito “Mediterraneo: orizzonte d’Europa, orizzonte di pace”. Con lui il vescovo di Beirut Youhanna Jihad Battah, il rettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino e il segretario regionale del Pd Silvio Lai. Al centro del dibattito l’Europa e il ruolo della Sardegna come ponte tra il nord e il sud del mondo. Questo ruolo viene esaltato dal vescovo di Beirut. E anche il rettore Mastino mette in evidenza come l’isola da una parte veda le primavere arabe, dall’altra il rigore della politica europea. E ritorna il ruolo di ponte, di passaggio tra culture diverse.
L’appello. L’ex governatore, unico candidato per il Pd sardo alle Europee è preoccupato anche per il periocolo di una scarsa affluenza dei sardi alle urne. «Renzi ha detto che siamo al derbiy tra rabbia e speranza – afferma –. Ma ora dobbiamo spiegare alla gente che è importnate andare a votare. I sardi hanno possibilità di eleggere un loro rappresentante a Bruxelles. In queste elezioni si scelgono le 750 persone che cambieranno le leggi dell’Europa. Se sarò tra loro mi impegnerò per il progetto di una macroregione delle grandi isole del Mediterraneo, dalla Sardegna alla Sicilia, da Malta alle Baleari. Dobbiamo creare L’orizzonte mediterraneo della nuova Europa».
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