La Nuova Sardegna

«Avevamo paura di Rocca volevamo lasciare Gavoi»

di Valeria Gianoglio
«Avevamo paura di Rocca volevamo lasciare Gavoi»

In corte d’assise a Nuoro parla il fidanzato dell’ex-amante del dentista «Francesco era disperato, aveva mostrato ad Anna una pistola e la minacciava»

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NUORO. «Volevamo andare via da Gavoi, alla fine avevamo paura di Francesco. Anna, tempo prima, mi aveva scritto una lettera, voleva nasconderla per farmela trovare se le fosse accaduta qualcosa. L’avevo letta: mi aveva scritto della disperazione di Francesco perché lei lo voleva lasciare, che lui in più di una occasione si voleva buttare fuori dalla macchina e aveva minacciato lei ma anche se stesso, togliendo la pistola dal cruscotto. Leggo la lettera e capisco che la cosa è grave, capisco che è ora che Anna tronchi la relazione con Francesco. In seguito avevo notato il suo fuoristrada che ci seguiva, così ho deciso di racimolare i bagagli e andare via. Con Anna volevamo andare via da Gavoi». Voce ferma, ricordi vividi, eloquio scioltissimo, alle 12 di ieri Antonio Piu, insegnante di Filosofia al liceo classico Asproni di Nuoro, fa il suo esordio come teste in corte d’assise alla ripresa, dopo lo stop di quattro mesi causa sciopero degli avvocati, del processo per la morte della casalinga gavoese Dina Dore, uccisa il 26 marzo del 2008.

I tentennamenti. Parla dopo Anna Guiso, la sua fidanzata (ed ex amante di Francesco Rocca, imputato come mandante del delitto). Ma a differenza di quest’ultima, nonostante la sedia che scotta, non perde neppure un colpo. Ricorda tutto, Antonio Piu: circostanze, incontri, orari, riscontri. Tanto la sua fidanzata, poco prima, si impappina più volte di fronte alla corte e costringe il presidente Demuro ad ammonirla rammentandole cosa rischino “i testi falsi e reticenti”, tanto lei si mostra confusa di fronte alle domande dei difensori Mario Lai e Angelo Manconi, tanto lui ha pochi tentennamenti. È il racconto di una storia d’amore tormentata e sofferta, quella che in due momenti distinti fanno i due fidanzati di Gavoi. Una storia dove in realtà gli attori sono tre: lui, lei e Francesco Rocca. E da qui ne deriva un intreccio complicatissimo di sentimenti, odi e rancori che ancora oggi divide il paese. Secondo quanto affermato dai due fidanzati di Gavoi, in realtà, quando Anna Guiso aveva intrecciato la relazione con il suo datore di lavoro nello studio dentistico, Francesco Rocca, lei aveva interrotto il rapporto con Piu. Secondo la difesa di Rocca, invece, la giovane gavoese stava con Piu anche quando aveva legato con l’ attuale imputato.

Gli sms di insulti. «Il suo fidanzato Antonio Piu quando ha saputo della sua relazione con Rocca?» le chiede il pm Danilo Tronci. «L’ha saputo nel mese di luglio 2008 – dice Anna Guiso – era il periodo della festa di Sa Itria. Un giorno, sia a me, sia ad Antonio, arrivano due sms anonimi. Il mio era pieno di insulti. C’era scritto più o meno “brutta poco di buono, stai uscendo con Rocca”».

«Si vedono all’Ortobene». «Nel messaggio arrivato a me – dice poco dopo, Antonio Piu – c’era scritto “Non hai capito nulla, sei un cornelio. I due si vedono al monte Ortobene”. Non mi avevano scritto espressamente cornuto, ma cornelio. E quella espressione mi aveva fatto sorgere più di qualche sospetto perché l’avevo già sentita pronunciare da Rocca e dagli amici. Feci comunque qualche controllo su internet e scoprii che i messaggi erano partiti da una cabina di Nuoro. Poi, quando ho chiamato Francesco per chiedere spiegazioni e mi ha detto che stava tornando da Nuoro ho ricollegato le due cose. E ho capito che poteva essere stato lui, a mandare gli sms». «Con Francesco eravamo amici e compagni di partito – aggiunge Piu – ma poi le cose sono cambiate e io e Anna abbiamo anche cominciato ad averne paura. Per questo volevamo andare via da Gavoi». «E come mai – le chiede l’avvocato Angelo Manconi – se la sua fidanzata ne aveva paura, nei giorni dopo le minacce che dice di aver subìto da lui, continuò a frequentarlo?». «Non lo so – risponde Piu – so che però di lì a poco smise anche di lavorare da lui».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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