Velista a 16 anni da Porto Torres al Pacifico per promuovere l’isola
Studente del Nautico di Porto Torres fa parte della missione nata per portare i prodotti sardi in Asia
PORTO TORRES. Una impresa per mare per portare la Sardegna nel mondo. Il veicolo è una imbarcazione di 57 piedi che porta il nome “Maureva” (in riferimento a un atollo delle Maldive) e sventola la bandiera italiana e quella dei quattro mori. A bordo appassionati velisti, imprenditori affermati, funzionari pubblici e anche un ragazzino di 16 anni (compiuti in navigazione) che sulla barca collauda - grazie alla presenza del padre - il progetto di “istruzione familiare” in mezzo all’oceano. Un esperimento che, forse, si realizza per la prima volta.
Il progetto è nato a Porto Torres da una idea di Roberto Rivieccio, imprenditore del settore ittico, simbolo di una famiglia che da quattro generazioni guarda al mare ed è stato promosso dallo Yacht Club turritano, associazione giovane che vanta già diverse iniziative legate al mare e all’ambiente, con una attenzione significativa all’area del disagio e dell’handicap. Progetti che gli sono valsi giù due riconoscimenti della presidenza della Repubblica.
La rotta. La traversata oceanica - dall’Atlantico, passando per il canale di Panama e cavalcando le onde del Pacifico per arrivare nell’oceano Indiano - è una di quelle sfide che non possono sostenere tutti. E non basta la passione per la vela, servono motivazioni forti per mettere insieme un gruppo che possa compiere l’impresa. Dal 4 aprile al mese di maggio 2015, questo il tempo calcolato per la missione che deve spingere l’imbarcazione fino a Singapore e a Phuket.
Ambasciatori. L’equipaggio è stato scelto in maniera scientifica. Non solo perché si tratta di ambasciatori nel mondo, ma perché navigare nell’oceano significa avere competenze specifiche. Il comandante è Bruno Fazzini, imprenditore milanese, al suo terzo giro del mondo. Il capo spedizione è Roberto Rivieccio e insieme a lui c’è il figlio sedicenne Matteo, studente che frequenta il secondo anno dell’istituto tecnico Nautico “Mario Paglietti” di Porto Torres. Della spedizione fanno parte anche Marco Cabras, piccolo imprenditore cagliaritano , Giorgio Molinas di Palau (che si è avvicinato da poco alla nautica) e Marco Mameli, imprenditore di Porto Torres (nel settore degli autoricambi).
La barca. La “Maureva” è il vettore per la promozione della Sardegna, la sua cambusa lo “scrigno” dove sono stati sistemati i prodotti enogastronomici che, spesso, è complicato fare arrivare in altre parti del mondo, dove invece sono molto ricercati e apprezzati.
Il turismo. Lo sport come vettore di flusso turistico e mezzo potente per rivalutare il territorio. «Il turismo nautico - sottolinea la professoressa Alessandrina De Vita, presidente dello Yacht club Porto Torres – è uno strumento sinergico del sistema sociale, concorre a realizzare infrastrutture e a promuovere professionalità e occupazione». Il mare, poi, è la base della cultura e della storia che ha fatto crescere intere generazioni.
Seguendo il vento. La Sardegna in barca a vela, nel viaggio da Panama alla Thailandia. Così il mare può diventare la cassa di risonanza per una concreta attività di marketing, aprendo un fronte internazionale per il patrimonio culturale ed enogastronomico dell’Isola. La promozione nel mercato asiatico, questo l’obiettivo primario. In quelle zone, infatti, in particolare a Singapore e Phuket sono previsti due appuntamenti fieristici. Per questo, sulle vele soffia l’entusiamo di diversi enti pubblici (a cominciare dai comuni di Porto Torres, Stintino e Berchidda), della Provincia e della Camera di commercio, dell’Asi e dei Lions. Per il governo nazionale è previsto il coinvolgimento attraverso il ministero degli Esteri. Sensibilizzte anche la Regione e la Fondazione Banco di Sardegna. Ma la lista, ovviamente, è aperta.
Mettersi in gioco. Per realizzare l’impresa, tutti i componenti dell’equipaggio si sono messi in gioco. Hanno lasciato casa, famiglia e lavoro e sono andati a sfidare le onde dell’oceano. Matteo è uscito dall’aula del Nautico e la barca, in queste settimane è diventata la sua scuola. Una bella prova per mettere in evidenza il valore della relazione padre-figlio e per dimostrare che si può fare. Finora l’homeschooling - la scuola in casa - non sembra avere avuto momenti come quello che stanno vivendo Roberto e Matteo Rivieccio. Lo studente ha compiuto 16 anni il 7 maggio, quando la barca è approdato alle Fatu Hiva, a sud delle isole Marchesi. Festa a bordo e giornata speciale per il compleanno del giovanissimo marinaio.
Punto zero. Nei primi giorni di aprile l’imbarcazione ha passato il canale di Panama puntando la prua verso le Galapagos. Una grande emozione per i naviganti nel transitare al punto zero di latitudine. Dopo una sosta di qualche giorno, la ripresa del viaggio verso le isole Marchesi, circa 2900 miglia nel Pacifico e dopo 17 giorni e 8 ore l’approdo alle Fatu Hiva. Ora si riparte.
Gli alisei. La missione è costruita per essere realizzata in due fasi. D’estate, infatti, l’equipaggio dovrà fermarsi per via dei venti alisei che diventano un ostacolo difficile da superare se non con rischi elevati. Per l’estate è prevista anche una rotazione parziale nell’equipaggio che porterà avanti la missione di promuovere la Sardegna nel mondo.
I valori. Un’impresa per mare all’insegna dei valori condivisi da più persone. «Determinazione, spirito di gruppo, emozione – dice la professoressa De Vita – , si mettono in mare ideali e spirito di sacrificio. Cose vere che fanno parte di quella preparazione utile per le competizioni che la vita ci riserva».
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