La Nuova Sardegna

Meridiana in picchiata Deiana: tagli inevitabili

di Guido Piga
Meridiana in picchiata Deiana: tagli inevitabili

Nell’incontro con i sindacati e la Regione la compagnia aerea non si presenta L’assessore: «Gli esuberi sono strutturali». Dal 2015 a casa 1.290 dipendenti

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OLBIA. È un nuovo tipo di assessore, Massimo Deiana, docente di diritto della navigazione, come ripete un paio di volte. Non si preoccupa né del momento (le imminenti elezioni europee) né del contesto (l’incontro di ieri a Olbia su Meridiana, sindacalisti presenti in forze). Anzi, come a voler preparare l’uditorio, fa una premessa che è tutto un programma, e zero ammiccamenti elettoralistici. «Non sono esperto di liturgie sindacali e quindi mi scuso se le infrangerò» dice l’assessore ai Trasporti (tecnico) della giunta Pigliaru.

Ed effettivamente quello che dice di mattina nell’aula consiliare di Olbia, e confermerà nel pomeriggio dopo un incontro con l’ad di Meridiana Scaramella, è una piccola rivoluzione nei rapporti tra Regione, sindacati e imprese.

Chiamato dall’eurodeputato Giommaria Uggias a parlare della crisi della compagnia aerea insieme a Scaramella (assente) e ad altri due assessori regionali (assenti), Deiana assesta un colpo dietro l’altro. «Per Meridiana - attacca - non ci sono ricette miracolistiche, ma prospettive realistiche. Io non sono Berlusconi che chiama Putin e dice che il problema Eurallumina è risolto. Così non funziona».

Premettendo che la Regione non ha né amici né nemici, l’assessore dice che l’unico modo per parlare di Meridiana con serietà è uno: «Occorre che la vertenza venga affrontata senza ideologismi, ma fondando i ragionamenti e le possibili soluzioni sui fatti. Sui numeri».

Il punto centrale è questo. Meridiana (intesa come compagnia) oggi ha in organico 715 dipendenti, con altri 1290 che vanno in cassa integrazione a rotazione. La copertura degli ammortizzatori sociali finirà nel giugno del 2015 e a quel punto i 1290 in cassa (760 assistenti di volo, 180 piloti, 350 del terra, secondo i calcoli Cgil) saranno licenziati, come più volte annunciato da Scaramella. Una prospettiva contro cui lavorano i sindacati. Ieri presenti in massa: Cgil, Cisl, Uil, Apm (piloti), Usb, Ali (associazione dei cassa integrati). Tutti, con varie sfumature, vorrebbero l’estensione degli ammortizzatori sociali, magari facendo ricorso ai contratti di solidarietà, ovvero “lavorare meno, lavorare tutti”.

Deiana, che il mondo del trasporto aereo lo conosce bene, sostiene, anche con coraggio, vista la platea, che «bisogna trovare soluzioni sostenibili, certo, ma anche per l’azienda».

E non è un passaggio di poco conto. «Perché Meridiana - sottolinea Deiana - ha i suoi numeri (quelli sui licenziamenti, ndr) e non possiamo dire che sono falsi, non possiamo dire che non li accettiamo». L’assessore sa quanti aerei sono presenti nella flotta (18), sa quanti passeggeri trasportano Meridiana e Air Italy (meno di 4 milioni), sa che anche se la compagnia di Olbia si aggiudicasse tutte le rotte della continuità territoriale sarda cambierebbe poco.

Inquadra il contesto in cui si muove l’azienda dell’Aga Khan, per poi fare una richiesta: «Occorre una presa di coscienza di tutti: con questi numeri, quelli di Meridiana sono esuberi strutturali». Proprio così: per lui, non sono legati a un momento passeggero. Sono da mettere nel conto per evitare, spiega, che una preoccupazione possa diventare concreta. «Faccio una domanda a voi, sindacalisti e la faccio a me: ma non è che per salvare questa esigenza di tenere tutti dentro, alla fine si mette a repentaglio l’esistenza dell’azienda?».

E nell’aula del comune di Olbia cala il silenzio, per non dire il gelo. I pochi dipendenti presenti (una decina) non la prendono bene. Di questo Deiana parlerà ancora: perché sia l’azienda che i sindacati hanno detto sì a un confronto da tenersi la prossima settimana negli uffici dell’assessorato ai Trasporti, richiesta avanzata al mattino da Uggias e dal sindaco di Olbia Giovannelli.

I margini per una trattativa vera e propria sembrano assai limitati. La volontà di Scaramella (e dell’Aga Khan e del fondo Akfed) è chiara: nel 2015 quei licenziamenti ci saranno, il pareggio operativo anche (secondo le intenzioni) e, come sembra insegnare la partita fra Alitalia ed Etihad, ci saranno le basi per l’accordo con un big dei cieli. Con l’assessore chiamato a una dura prova: far capire che il dimagrimento di Meridiana può essere l’unica medicina per salvarla. Mica facile.

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