Pili: «Questa scelta è un atto folle» Scanu: «Decisione lungimirante»
CAGLIARI. La Regione chiude il rubinetto del gas e la scelta alimenta le fiamme della polemica politica. Furioso il deputato di Unidos Mauro Pili. «Rinunciare al metanodotto oggi è un atto folle...
CAGLIARI. La Regione chiude il rubinetto del gas e la scelta alimenta le fiamme della polemica politica. Furioso il deputato di Unidos Mauro Pili. «Rinunciare al metanodotto oggi è un atto folle – dice –. A livello internazionale il progetto Galsi riacquista centralità nello scacchiere europeo, dopo la crisi in Crimea». Pili da presidente della Regione avviò il progetto in accordo con l’Algeria, il governo Italiano e la commissione Europea. «L’ambasciatore italiano a Bruxelles mi ha confermato che l’Italia metterà il metanodotto al centro delle soluzioni energetiche da definire nel semestre italiano. La giunta regionale viaggia in contromano e rischia di far schiantare la Sardegna».
Anche il vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Pietro Pittalis, critica la scelta della giunta Pigliaru. «Non posso che essere contrario alla decisione del presidente Pigliaru – dice Pittalis –. Una scelta che condanna l’isola a rimanere in una condizione di forte arretratezza. In questo modo si penalizzano le famiglie e in modo ancora più pesante le nostre imprese. Il costo dell’energia continuerà a restare altissimo nell’isola e sarà un gap per lo sviluppo dell’isola. Si abbandona un investimento da centinaia di milioni di euro che avrebbe dato una infrastruttura indispensabile per la Sardegna. Una scelta miope». Di parere opposto il deputato del Pd Gian Piero Scanu. «Concordo al 100 per cento con la decisione della giunta, che mostra saggezza – dice Scanu –. Sono sempre stato contrario a questo progetto che avrebbe regalato all’isola solo una nuova servitù. Già la Sardegna paga un prezzo troppo caro allo Stato per quello che riguarda le servitù. E mi riferisco a quelle militari. Noi dobbiamo garantire la metanizzazione dell’isola in ogni caso, ma con progetti seri e che creino sviluppo e occupazione». Il coordinatore regionale dei Riformatori, Michele Cossa, boccia la scelta della giunta. «L’addio al Galsi senza avere un’alternativa valida è grave. Questa giunta non ha un’idea su cosa fare per la Sardegna e tantomeno di come metanizzare l’isola. Il dilettantismo può essere letale. Il costo dell’energia è tra i più gravi handicap infrastrutturali che ha la nostra regione. La decisione dell’esecutivo su Galsi si ripercuoterà sulle famiglie e sulle imprese che saranno costrette a sopportare costi infinitamente più alti rispetto agli altri cittadini italiani. Il loro progetto non è rivendicare un diritto, ma andare a Roma col cappello in mano»
Massima cautela tra gli ambientalisti. Se da una parte il gasdotto non creava troppi consensi, l’alternativa del rigassificatore potrebbe apparire anche peggiore. «Per ora preferiamo valutare con grande attenzione cosa accadrà – spiega il portavoce del Gruppo di intervento giuridico, Amici della terra, Stefano Deliperi –. Vogliamo capire quali sono le intenzioni della giunta. E quali potranno essere le ricadute per la salute dei cittadini legate alle scelte energetiche di questa giunta». (l.roj)