La Nuova Sardegna

Uil: «Subito l’Authority dei trasporti»

Uil: «Subito l’Authority dei trasporti»

Dura l’analisi del segretario Pierfranco Meloni: «Troppa improvvisazione, da undici anni manca un piano regionale»

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CAGLIARI. Se l’attacco di un discorso è questo, «da troppo tempo sui trasporti aspettiamo risposte dalla politica», quello che arriva subito dopo può essere solo un appello: «Il vuoto va riempito in fretta con un’Authority regionale autonoma e capace davvero d’imprimere un’accelerazione». Con una sferzata, il segretario Pierfranco Meloni, ha aperto i congresso regionale della Uil trasporti, oltre tremila gli iscritti. Navi, aerei, autobus e treni dovrebbero essere il pane quotidiano per la politica nell’isola e invece a mancare è proprio la cultura del fare.

La prova. È dal 1993, sono undici anni, che la Sardegna non ha un suo piano regionale per i trasporti, capace di programmare e regolamentare questo mondo complesso e confuso ma vitale per un’isola. La denuncia è arrivata da Italo Meloni docente di pianificazione all’università di Cagliari: «La politica non può improvvisare. È indispensabile che sappia bene e prima cosa fare e poi decida come farlo». Non è e non è stato così purtroppo. Su ogni tipo di continuità territoriale, aerea, marittima o interna, da troppo tempo ad avere la meglio è solo la strategia degli spot, gli annunci, invece della sostanza. Con il rischio che i tagli al bilancio dell’assessorato ai trasporti, 134 milioni in meno sul 2013, rischino di mandare a picco la zattera.

La denuncia. Nella relazione che ha aperto il congresso, Pierfranco Meloni lo ha detto più volte: «Negli ultimi anni, la produttività della classe politica sarda in materia di trasporti è stata molto vicina allo zero. Gravi ritardi e colpevoli silenzi hanno finito per azzerare quel circolo virtuoso, nei trasporti appunto, che avrebbe rilanciato davvero l’economia regionale».

Il caso Meridiana. È questa l’emergenza del momento, ha detto Pierfranco Meloni. «L’ormai permanente stato di crisi della compagnia non può essere risolto con il solito taglio che ricade sui lavoratori. Il sindacato non può essere convocato ai tavoli solo questi modelli aziendali che poco o nulla hanno di strategico. Tra meno di un anno scade la cassa integrazione per 1500 dipendenti Meridiana ed è per questo che pretendiamo dall’azienda un piano di rilancio. Solo così potrà essere scongiurato il dramma dei licenziamenti»

Le altre vertenze. La Regione, secondo la Uil, sarebbe dovuta intervenire con maggiore determinazione sulla continuità delle merci, invece è stata azzerata, su quella marittima, dove «avrebbe dovuto fare di più per garantire i diritti dei sardi e speriamo che ora s’ impegni a rinegoziare la convenzione fra lo Stato e Cin-Tirrenia». In quella area, ha continuato Meloni, «la tariffa unica, pagata a caro prezzo con 50 milioni, ha finito per agevolare i manager che viaggiano a prezzi stracciati, mentre se la Regione avesse pensato più ai sardi oggi pagheremo per Roma massimo 100 euro anziché 150 e 130 su Milano contro gli attuali 180». Stesse preoccupazioni la Uil li ha denunciati ancora per i trasporti ferroviari, «Sono inesistenti», e quelli pubblici: «Siamo molto preoccupati – ha detto Meloni – per il futuro delle aziende, dall’Arst al Ctm di Cagliari, soprattutto se il taglio dei finanziamenti sarà drastico». Timori sollevati anche dall’amministratore unico dell’Azienda regionale, Giovanni Caria, e dal direttore del Consorzio cagliaritano, Ezio Castagna: «Di recente abbiamo firmato i contratti triennali con la Regione – hanno detto – ma viviamo nell’incubo che diventino carta straccia, nonostante proprio su quelle certezze finanziarie le aziende abbiano subito investito per migliorare la qualità del servizio». Il sindacato è preoccupato anche per la privatizzazione della Saremar, ormai al collasso dopo essere stata caricata del peso della «flotta sarda» per poi finire addirittura nel mirino dell’Unione Europea. «Su tutte queste vertenze – ha detto Meloni – servono scelte coraggiose, ma finora la politica ha dimostrato di non esserci, o non ha ascoltato le nostre proposte».(ua)

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