La Nuova Sardegna

La Lega avanza e non solo in Padania

Borghezio conquista un seggio tra Firenze e Roma. Oggi Salvini discute con Le Pen sul nuovo gruppo

27 maggio 2014
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MILANO. Non solo Padania. Anche i voti del Centro, del Sud e delle Isole sono serviti alla Lega Nord per consolidare la sua ripresa alle Europee. Le cifre parlano chiaro: alle politiche aveva il 4,1%, oggi il movimento guidato da Matteo Salvini sale al 6,2%. Scongiurato il rischio di restare sotto la soglia di sbarramento, la Lega avrà a Strasburgo 5 eurodeputati (Salvini compreso). Certo, non sono i 9 conquistati nel 2009, quando le percentuali del Carroccio erano al massimo storico, ma tra i parlamentari europei questa volta ce ne sarà uno eletto nella circoscrizione centrale: il nome è quello di Mario Borghezio, parlamentare Ue uscente, mandato dal Piemonte a caccia di consensi fra Firenze e Roma. Le roccaforti, anche se non più robuste come un tempo, sono ancora il Veneto (15,2%) e la Lombardia (14,6%). Il Piemonte ha dato alla Lega, alle Europee, un 7,6% di consensi salutati come un segnale positivo dopo gli scandali sui quali è scivolata la giunta Cota. Anche in Friuli Venezia Giulia (9,3%) come in Trentino Alto Adige (7,6%) le percentuali sono confortanti. Ma la novità è che, scendendo lungo la Penisola, per la prima volta il movimento fondato da Umberto Bossi raccoglie interesse anche in aree un tempo considerate ostili: la Lega fa breccia non solo nell’Italia centrale in cui ha fatto campagna Borghezio (la punta nelle Marche con il 2,7%, l’1,6% nel Lazio), ma anche in Molise (1%) e in Sardegna (1,4%). Addirittura a Maletto, un paesino alle pendici dell’Etna, il Carroccio è risultato il primo partito. Se aver agganciato l’ondata euroscettica ha dato alla Lega di Salvini la possibilità di ridarsi un’identità dopo gli anni di governo e quelli degli scandali, la possibile espansione in tutta Italia (magari proprio sull’esempio nazional-popolare del Front National di Marine Le Pen, con cui domani a Bruxelles il segretario discuterà del futuro gruppo al Parlamento europeo) sta caratterizzando sempre di più il nuovo corso. «Non cambieremo nome nè simbolo a seconda delle convenienze - ha precisato Salvini in conferenza stampa - ma ci sono tante energie positive anche al Sud, che possiamo liberare guidando un gemellaggio delle forze autonomiste». Ad eventuali elezioni Politiche o alle Regionali del 2015 in Veneto, il «no euro» potrebbe tuttavia non bastare per bissare il successo. Così Salvini da una parte promette una risposta alla grande avanzata del Pd di Renzi anche al nord, «più bravo a mobilitare la sua base». E dall’altra lancia un messaggio a Berlusconi e Ncd, con cui si è detto subito disposto a riallacciare un dialogo, ma a patto che i loro eurodeputati «non siedano con quelli della Merkel, perché chi sta con la Merkel non può essere alleato della Lega». L’essere lontano da Roma, permette al segretario di proporsi come «riferimento per ricostruire un centrodestra che non c’è più».

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