La Nuova Sardegna

La spinta di Mastino riporta alla vittoria il centrosinistra

di Enrico Carta
La spinta di Mastino riporta alla vittoria il centrosinistra

Il neo sindaco: «Nella varietà delle idee le migliori risorse Partiamo dalle scuole e dall’edilizia scolastica»

27 maggio 2014
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INVIATO A BOSA. Aveva il vento in poppa e ha spiegato le vele. Forse, quando domenica notte Luigi Mastino ha chiuso gli occhi, aveva già intuito quel che sarebbe successo l’indomani. Bosa era andata a dormire consapevole che il Pd aveva sfondato anche in riva al Temo. E il risultato delle elezioni europee (35,5%) faceva presagire quel che poi è stato. I numeri parlano chiaro sin dal momento in cui lo spoglio comincia e alla fine sanciranno il distacco netto in favore del professore che, dopo una legislatura all’opposizione e la mancata vittoria del 2009, ha frantumato gli avversari riuscendo a spodestare il centrodestra che aveva infilato un successo dietro l’altro alle comunali.

Stavolta no. È andata diversamente sia per le divisioni sull’altra sponda sia perché il vento stavolta soffiava davvero forte. E quando, verso le tre e mezza del pomeriggio arrivano i primi dati definitivi dalle sezioni, si capisce subito chi sarà sospinto dalla nuova aria sino alla sedia più ambita del municipio. Cento. Poi duecento voti di vantaggio. Poi ancora più su, sino agli oltre ottocento finali, sebbene manchi ancora l’ufficialità, perché in tre sezioni il lavoro di scrutinio delle schede è andato a rilento. È verso le sei che la matematica regala la certezza e allora la festa, sin lì un minimo mascherata, può cominciare.

Già, perché “Bosa, cominciamo il domani” era il nome che era stato dato alla lista sulla scorta di un’altra vittoriosa e recente tornata elettorale. Lo slogan che aveva accompagnato il presidente della giunta regionale, Francesco Pigliaru, era stato ripreso in riva al Temo dalla coalizione che dietro aveva gli stessi partiti che avevano portato il professore universitario vittorioso a Cagliari. E così, da un professore all’altro – Luigi Mastino per giunta è fratello del rettore dell’Università di Sassari, Attilio Mastino –, il centrosinistra si è ripreso anche Bosa con oltre il 45,78% e ben 2.238 voti.

La suspence di un lunedì di scrutinio è stata praticamente inesistente. Ne ha regalato assai poca la sfida per il secondo posto tra l’ex consigliere regionale Sergio Obinu che ha chiuso con 1.346 voti (27,53%) e l’ex sindaco Piero Casula che si è fermato a quota 1.304 (26,67%). E mentre i due si sfidavano al fotofinish, il domani di Luigi Mastino era già cominciato, non prima di un ringraziamento alla popolazione che gli aveva appena affidato le chiavi del Comune. Il domani, dunque. «Questo traguardo è un onore straordinario che spero di meritare – esordisce il nuovo sindaco –. Il nostro è un gruppo molto giovane e unito che ha nella varietà delle idee e delle posizioni le migliori risorse».

Il domani inizia quindi dall’esperienza di una persona di 64 anni, che si fa forte della carica dei tanti giovani che la sostengono – a tal proposito va anche detto che la doppia preferenza ha scardinato vecchie logiche di voto e aperto le porte del Consiglio a numerose donne –. «Nell’elettorato c’era un grande bisogno di rinnovamento – prosegue il primo cittadino –. Non abbiamo fatto promesse se non quella dell’attenzione verso i problemi degli elettori».

E a proposito del clima politico, l’aver respirato molta aria “renziana” in questi tempi, non può che aver giovato. «È ovvio che ci ha aiutato – dice –. La gente ha capito il momento che il paese sta attraversando. Avere avuto un consenso così ampio ci attribuisce però ancora maggiori responsabilità».

Si parte quindi, col vento in poppa, di porto in porto. Il primo da raggiungere non è quello che si è abituati a sentire, ma è «Un investimento per il futuro. Partiamo dalle scuole e dall’edilizia scolastica». Segnale per la Bosa del domani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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