La Nuova Sardegna

Morghen batte Roggio e raddoppia

di Salvatore Santoni
Morghen batte Roggio e raddoppia

Il centrodestra si conferma alla guida del popoloso centro della Romangia, per la prima volta un sindaco uscente è rieletto

27 maggio 2014
3 MINUTI DI LETTURA





SORSO. Giuseppe Morghen entra nella storia. È sindaco di Sorso per il secondo mandato consecutivo, il primo sindaco uscente a essere rieletto dopo l’introduzione del sistema maggioritario. Le percentuali diffuse dai seggi fin da metà pomeriggio parlano di una vittoria schiacciante: 67 a 33 per cento. I risultati dello spoglio sono giunti a poche ore dalle celebrazioni religiose per la Madonna di Noli me Tollere, dove Morghen ha presenziato in fascia tricolore. Lo sfidante incassa la sconfitta e annuncia «saremo all’opposizione per difendere i cittadini».

Lo spoglio e la processione. Già poco dopo 30 minuti dall’inizio dello spoglio il nome di Giuseppe Morghen - rispetto a quello di Mino Roggio - risuonava nelle 12 sezioni sorsensi con una proporzione di circa 3 a 1, delineando quella che per il centrodestra è stata una vittoria piena. Una brutta botta per gli sfidanti, che negli ultimi giorni speravano in un testa a testa. «Abbiamo tutto il possibile, dato anche il contesto politico in cui abbiamo operato», commenta Roggio, che ha guidato la lista Sorso democratica. Quando i dati ufficiali hanno iniziato ad arrivare, il sindaco era già immerso nella folla della chiesa di Cappuccini. Chi invece è riuscito a divincolarsi dall’abbraccio dei fedeli (in tutti i sensi) è il consigliere regionale Antonello Peru. «La nostra è una vittoria schiacciante che premia l’operato del governo della città negli ultimi anni – dichiara Peru – e che sono gli unici in controtendenza in tutta Italia rispetto a quelli del nostro partito».

Il nuovo Consiglio. Rimane al suo posto il vicesindaco in carica, Marivanna Pulino, che ha stracciato tutti con oltre mille preferenze. E ancora, rieletti gli assessori Giuseppe Cattari, Agostino Delogu e Mauro Vacca. Niente da fare per il presidente del Consiglio Domenico Cuccureddu, che a questo giro si accomoderà in tribuna insieme al calciatore Michele Fini e all’ex assessore Francesco Sechi. Fra le new entry ci sono il karateka Fabio Idini, l’ex presidente della commissione Pari opportunità Silvana Spanu e la componente – della stessa commissione - Raffaela Barsi (terza più votata della lista con 667 voti). Prima di lei, al secondo posto c’è Peru, che del “modello Sorso” durante la campagna elettorale ne ha fatto una bandiera. Il consigliere regionale è insieme a Morghen il principale artefice dello strapotere del centrodestra a Sorso negli ultimi anni. In evidenza anche Gianni Tilocca, che da essere il probabile sfidante di Morghen è passato al ruolo di alleato, ottenendo numeri che lo proietteranno sicuramente in giunta.

Preferenza di genere. L’unica che pare averne approfittato pienamente è la stessa che ne ha proposto l’inserimento nello statuto comunale: Marivanna Pulino, vicesindaco e assessore agli Affari generali. Sul suo successo (oltre mille preferenze) c’è una teoria. «È un dato figlio della preferenza di genere che sfalsa il voto», sottolinea Peru, che in consiglio regionale si era espresso in modo contrario all’introduzione della norma, perché «è un concetto poco democratico che rischia di dare l’impressione di “fregare” il voto».

Problemi nelle sezioni. Dato il ritmo sostenuto, la sezione numero 3 sembrava potesse essere la prima a concludere lo scrutinio, e invece è finita per essere l’ultima, riservando anche un colpo di scena. Inizialmente, alcuni dati diffusi dai rappresentanti di lista, segnalavano il ristoratore Giuseppe Peru in vantaggio per una manciata di voti sul compagno di lista Michele Cossu. Il risultato è stato poi ribaltato dal riconteggio delle preferenze, che ha stabilito il risultato finale di 232 voti pari. La posizione nella lista ha fatto il resto, premiando l’ex operaio Vinyls e garantendogli l’accesso in consiglio comunale.

In Primo Piano
Il caso

Siniscola, Giovanni Bomboi dopo gli spari al Consorzio: «Ero esasperato, sono pentito. Non volevo ferire nessuno»

di Sergio Secci
Le nostre iniziative