La Nuova Sardegna

Nautica e alberghi puntano sulle “reti”

di Serena Lullia
Nautica e alberghi puntano sulle “reti”

Marcetti: «L’economia del mare è in crescita». L’assessore regionale Morandi: «Lavoriamo con le associazioni di categoria»

27 maggio 2014
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OLBIA. Il contagio della rete è partito. Antidoto contro la diffidenza delle banche, cura contro l’egocentrismo di impresa che genera solitudine ma non risorse. La strategia di squadra del mondo imprenditoriale ammorbidisce la rigidità del sistema del credito e piace alla Regione.

Esempi di rete. Il dato emerge in modo chiaro nel convegno “Il turismo: il ruolo del credito” organizzato da Confindustria, Confidi Sardegna e supportato dall’Ordine dei commercialisti. Fanno il pieno di consensi la rete “Navigo Sardegna”, formata dagli imprenditori della nautica e la costituenda rete di albergatori. «Abbiamo deciso di metterci insieme per essere legittimati – spiega il presidente di Navigo Sardegna Renato Azara –. La nautica è uno dei comparti più importanti del turismo, ma non esistiamo nemmeno a livello di dati. Fare rete significa occuparci di noi stessi. Abbiamo obiettivi ambiziosi, ma serve la collaborazione della Regione e degli istituti di credito». Sulla stessa linea Cinzia Callegari, presidente della sezione turismo Confindustria nord Sardegna, alla guida di una rete di albergatori con Tullio Datome, dell’hotel Gabbiano Azzurro. «Abbiamo cominciato due anni fa senza formalizzarci – spiega Callegari–, per capire se poteva funzionare. Siamo una rete di alberghi dislocati in diverse aree della Sardegna. Hotel con le stesse caratteristiche, non basate sulle stelle ma sulle regole di ospitabilità a 5 stelle. Entro la fine di giugno saremo una vera rete, ufficiale. Fino a oggi abbiamo contato solo sulle nostre forze. Ora sarà fondamentale il supporto degli istituti di credito per sostenere i nostri progetti». Rete contagiosa anche sul fronte dei trasporti, come testimoniato da Silvio Pippobello, ad della Geasar e Massimo Mura, responsabile commerciale merci Sardegna Moby.

Blu economy. La blu economy tinge di rosa il futuro dell’economia isolana. Dai dati snocciolati da Carlo Marcetti, docente del polo universitario di Olbia, emerge che la Sardegna ha una economia del mare fatta di 9mila imprese e una incidenza del 5,3% sull’economia generale. «Rispetto al 2011 l’evoluzione di questo settore è stata del più 2,2% – spiega Marcetti –. La provincia Olbia-Tempio, con 10100 occupati è la prima a livello nazionale. È necessario dedicare più attenzione a questo segmento dell’economia e sostenerlo con strumenti specifici».

Credito ed eccellenza. Pronte a essere più vicine alle imprese. Purchè di eccellenza. I responsabili d’area di Banco di Sardegna, Unicredit, Banca di Sassari e Banca del credito sardo tendono la mano alle imprese turistiche. Pronte a sostenere le start up e le aziende che vogliono crescere. «Le banche devono accompagnare le imprese che meritano, non quelle senza prospettive - dice Andrea Saba, responsabile commerciale Banca di Sassari –. La selezione deve fare in modo che restino quelle di qualità».

I tavoli tecnici. Il convegno (moderato da Marco Bittau, giornalista della Nuova) certifica il disgelo tra istituzioni regionali e associazioni di categoria e segna un nuovo corso. «Abbiamo già attivato tre tavoli tecnici, del Turismo, dell’Artigianato e del Commercio – dice l’assessore regionale al Turismo, Francesco Morandi –. Tutti procedono attraverso un rapporto diretto con le associazioni di categoria». Tracciata anche la strada delle spese di investimento della Regione. «Passeranno attraverso tre scenari – conclude Morandi –: associazioni di categoria, consorzi e reti».

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