La Nuova Sardegna

Dopo il voto: «Rilancerò Sassari», parola di Nicola Sanna

di Giovanni Bua
Dopo il voto: «Rilancerò Sassari», parola di Nicola Sanna

Il nuovo sindaco: sinergie più strette con la Regione e gli altri centri del nord ovest. E poi: «Chimica verde, bonifiche e iniziative non inquinanti. Nuovi piani per la Ztl»

28 maggio 2014
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SASSARI. Si è consumato le suole passando tre mesi in giro per i quattro angoli della città, partendo dal suo avamposto nel cuore del centro storico, al confine tra il salotto buono e la casbah multietnica e degradata. Ha fatto saltare per aria equilibri e correnti di Pd e coalizione, per poi ricomporre tutto e guidare il centrosinistra a una delle sue più clamorose vittorie: 13mila voti in più del miglior Ganau, 50 punti di distacco dai secondi classificati, un annichilito centrodestra e il Movimento 5 stelle a cui ha “scippato” 15 punti dalle urne delle Europee. E non ha intenzione di fermarsi.

É Nicola Sanna, l’agronomo dal volto gentile, comunista «dalla nascita» e chierichetto al duomo, cuperliano in un partito di renziani, soriano quando comandava Cabras, figlio di pastore e affamato di rivalsa. Ha raccontato questo e tanto altro in una lunga intervista.

Pensava di stravincere?

«Se devo essere sincero pensavo di vincere al primo turno. Ma devo ammettere che, dopo i risultati delle Europee, ho iniziato a preoccuparmi un po’». Il M5S ha perso per strada quasi 15 punti. «Beh, per cambiare le cose a Sassari non ci si può rivolgere certo a Beppe Grillo. E anche chi ha votato M5S alle Europee questo lo sa bene. In certi momenti conta guardarle in faccia, le persone».

E il centrodestra?

«Il crollo del centrodestra era più prevedibile. Ormai è emarginato politicamente a livello nazionale. E a Sassari più che mai, visto che non si è levato contro l’esclusione preconcetta che la Regione di Cappellacci ha fatto contro di noi».

È ai livelli del miglior Ganau.

«Ho preso quasi 13mila voti in più. Il motivo è semplice: per la prima volta è stato scelto un sindaco con un procedimento nuovo, anche sofferto, come le primarie. Questa è una buona politica, che fa risvegliare la partecipazione».

Pace fatta?

«Per Ganau ho immensa stima nonostante le diverse opinioni sulla gestione del partito. E poi tra tutti si è dimostrato il più sensibile al sentire dei cittadini. È stato il primo a riconoscere la mia vittoria, alle primarie e anche lunedì».

Eppure le cose stavano per andare come ad Alghero.

«Su Alghero l’analisi è banale: le primarie le hanno fatte i cittadini visto che il Pd non ha fatto in tempo. Ora l’appello è uno solo: la città va governata. E va governata dal centrosinistra».

Tre eletti alle Europee.

«Finalmente siamo tornati dentro il processo di cambiamento. Sia per le personalità che abbiamo espresso, come Soru, che rimane un marchio strategico per la Sardegna, sia per il ruolo generale che in questo processo dobbiamo deciderci a recitare».

È vero che ha incontrato il presidente del Cnr Nicolais?

«Sì. Mi ha detto che vuole investire in territori che sono disposti a fare ricerca applicata. E a creare qui il polo nazionale della chimica verde. Chiaramente non una monocultura del cardo, ma una industria ecosostenibile e rispettosa delle prerogative agricole della Nurra. Quello dell’Eni è solo un approccio, che tutta la Sardegna deve percorrere».

Crede ancora nella chimica?

«Siamo di fronte alla fine dell’era petrolifera. Per cui o diventiamo protagonisti nel settore della ricerca e della sperimentazione o rimarremo ai confini del mondo».

E le bonifiche?

«Le bonifiche marciano insieme. Bonificare il sito garantisce l’insediamento delle imprese, noi dobbiamo attirare imprese in un sito bonificato».

Molti tra i suoi alleati non saranno d’accordo.

«Gli ambientalisti, anche duri, sono utili a tutti e ci richiamano all’attenzione massima su certi problemi. Ma non cadiamo nel ridicolo facendo finta di voler vivere senza industria. Certo bisogna pretendere che vengano rispettate norme e protocolli che in Italia sono già rigidissimi. E avere investimenti rispettosi della gente e dell’ambiente».

Che rapporti ha con i nuovi sindaci di Sorso e Castelsardo Morghen e Cuccureddu?

«Sorso e Castelsardo sono parte di un progetto che deve comprendere tutto il nord Sardegna. Quando i rappresentanti delle comunità dialogano sui programmi di sviluppo gli steccati politici cadono giù molto rapidamente. Il vero assente in questi anni era la Regione».

E ora?

«Ora è tornata. Guardi il Centro intermodale: si era rasentato il ridicolo. Bloccando uno dei cantieri più importanti della città e del territorio per due anni. Ora finalmente la sua realizzazione è in capo a noi e ci metteremo subito al lavoro per realizzarla entro il mandato. Basta lavori pubblici infiniti».

I 200 milioni in arrivo per polo sanitario e università?

«Dobbiamo trovare il modo d’impiegare queste risorse per rivitalizzare il centro. Un’idea è quella di riutilizzare la caserma La Marmora di piazza Castello come residenza studentesca».

Dicono che il Comune non sappia nemmeno quanti immobili possieda.

«Il fatto che il Comune non conosca il suo patrimonio è una favola da campagna elettorale. Noi censiamo i nostri immobili annualmente e li mettiamo in bilancio. Certo si possono usare meglio, senza tante titubanze. Bisogna fare un regolamento per l’utilizzo, che aiuti associazionismo e volontariato. Bisogna fare una importante lotta all’abusivismo. E un programma a lungo termine per il ripopolamento. Oltre che una campagna di detassazione per il rilancio del commercio».

Il Puc è pronto?

«Andremo subito a vedere le carte. Qualche correzione va fatta, qualche chiarimento. E queste sono prerogative fondamentali del consiglio comunale. E se sarà necessario un atto del consiglio lo si assumerà. Certo i tempi saranno strettissimi». La Ztl? «Per ora lasciamo i confini attuali, lavorando sugli orari. Poi impostiamo un lavoro serio che comprenda sensi di marcia, confini, detassazione, azioni di rilancio. Il punto centrale è che la Ztl è uno strumento per sostenere l’attività economica e residenziale dentro la Ztl. Quindi cercheremo il modo migliore di portare la gente al centro. E non a bordo di un auto, ma a passeggio dentro un grande centro commerciale naturale, con servizi aggiuntivi, consegne a domicilio, taxi, auto elettriche». Come va col totoassessori? «Al primo posto metterò una grande competenza. Perché c’è tanto da lavorare e bisogna farlo bene e in fretta. La sfida sarà lavorare più di me. E vi assicuro che non sarà per niente facile».

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