La Nuova Sardegna

Cisl: i supertreni arriveranno a gennaio

Cisl: i supertreni arriveranno a gennaio

Secondo il segretario Zoccheddu i tempi tecnici per i pendolini della Regione si devono necessariamente dilatare

29 maggio 2014
2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. La Cisl trasporti tira il freno dei supertreni. Secondo il segretario regionale del sindacato, Valerio Zoccheddu, i treni che la regione ha acquistato e vuole mettere in servizio in tempi brevissimi, non sfrecceranno sulle strade ferrate dell’isola prima del gennaio 2015. Il segretario della Cisl Fit mostra più di un dubbio sulla possibilità che i supertreni entrino in servizio in tempi rapidi. «Trenitalia ha dichiarato che forse i treni spagnoli verranno utilizzati da gennaio 2015 – dice Zoccheddu –. Oltre alle difficoltà legate al collaudo ci sono altri tre ostacoli. I superstreni dovranno essere guidati dal perosnale di Trenitalia, che fino a ora non è stato formato. La linea che da Oristano va a Sassari e Olbia non è stata ancora aggiornata dal punto di vista tecnologico per poter consentire ai pendolini di sfrecciare a 150 all’ora. E a dire il vero le risorse per alcuni degli interventi in Sardegna sono stati cancellati da Rfi. Per utilizzare i supertreni la Regione, che ne è la proprietaria, deve riscrivere il contratto di servizio con Trenitalia. E questo mi sembra essere difficile. Da anni il contratto è sul tavolo in una fase di stallo. Come se non bastasse la Regione paga 40 milioni di euro per il servizio a Trenitalia. Per la giunta sono troppi, per la società pochi. Punti di vista tanto lontani da sembrare inconciliabili. Mi sembra difficile che tutte queste emergenze si possano risolvere in un tempo così breve. Sono convinto che sarà un successo se già a gennaio riusciremo a vedere in servizio i nuovi treni della Regione». Il pessimismo della Cisl per ora non trova conferma in Regione. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana in queste settimane si è attivato in prima persona per sbloccare il complicato iter di collaudo dei pendolini sardi prodotti dalla spagnola Caf. Sette treni su otto sono già usciti dalla fabbrica. I primi due sono in fase avanzata di collaudo. Uno gira ancora nel centro europeo in cui vengono testati e omologati tutti i treni che circolano in Europa. L’altro è ancora più avanti. È fermo vicino a Firenze. Fa le ultime prove per avere il via libera dallo Stato e poter circolare sulla rete nazionale. Deiana è salito nella penisola nelle scorse settimane proprio per accelerare l’iter di collaudo. Un’azione di forza a cui si accompagna anche l’attività diplomatica. (l.roj)

In Primo Piano
L’approfondimento

La trincea dei sindaci contro lo spopolamento, Nughedu San Nicolò lotta per non scomparire

di Paolo Ardovino
Le nostre iniziative