La Nuova Sardegna

Meridiana, la Regione fa da mediatore

Siglato il verbale di accordo sindacati-azienda per discutere sui 1200 esuberi, sciopero confermato

30 maggio 2014
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CAGLIARI. Lo scontro si è raffreddato dentro la polveriera Meridiana. Dopo sei ore di faccia a faccia, duro e aspro, nella sala riunioni dell’assessorato ai Trasporti, l’azienda e i sindacati hanno ripreso a dialogare. Forse l’accordo su come evitare e o almeno ridurre i 1200 licenziamenti annunciati, è ancora lontano, ma il vertice voluto dagli assessori Massimo Deiana (trasporti), Virginia Mura (Lavoro) e Maria Grazia Piras (Industria) ha evitato che le fazioni continuassero a prendersi a randellate come è accaduto più volte nelle ultime settimane. Questo non vuol dire che lo sciopero proclamato per oggi dai dipendenti di Meridiana sarà cancellato, a tarda sera è stato confermato, ma potrebbe essere rinviato invece il secondo, quello del 22 giugno. Il passo in avanti nella vertenza si è materializzato al termine della maratona nelle 14 righe di un accordo-armistizio firmato dai sindacati regionali e dai vertici di Meridiana, presenti alla riunione al gran completo. Nei fatti, è stato deciso «il riavvio del confronto sul futuro dell’azienda per individuare le migliori soluzioni possibili ai problemi aziendali». Ognuno dovrà fare la sua parte. La Regione, dal canto suo, ha l’obbligo di aprire una trattativa col Governo, per «individuare nuovi interventi di sostegno (accompagnamento alla pensione e ammortizzatori sociali, ad esempio) per favorire una riduzione dei costi del personale». I sindacati e l’azienda, dal canto loro, si sono impegnati invece «discutere insieme i costi aziendali secondo un piano che rende di nuovo competitiva la compagnia aerea». Dunque, nella vertenza per la prima volta c’è uno spiraglio ed è quello che il piano industriale di rilancio debba essere discusso e se si può anche concordato. Ipotesi impossibile fino alla riunione di ieri. Meridiana ha sempre detto che i 1200 licenziamenti erano la condizione necessaria per rimettere in equilibrio i conti di un’azienda travolta e soffocata da troppi bilanci in rosso non solo per colpa della crisi ma «anche degli eccessivi costi del personale». Sul fronte opposto e in queste settimane i sindacati hanno contestato all’azienda di «essersi chiusa a riccio e di aver sollevato un muro invalicabile proprio con il suo rifiuto a presentare un piano di rilancio e invece spinta dall’unico obiettivo di ridurre ai minimi termini un’altra grande realtà economica per mancanza di volontà da parte dell’azienda». Ieri i tre assessori hanno avuto a che fare con questa situazione esplosiva tra l’altro resa ancora più incandescente dal rifiuto dei sindacati di revocare lo sciopero. Dopo sei ore di trattativa, l’accordo è stato trovato e ora, come si legge nel comunicato finale, «la trattativa potrà riprendere con maggiore serenità». (ua)

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