La Nuova Sardegna

Silvia Ledda, 18 anni, sassarese, professione sirena

di Antonello Palmas
Silvia Ledda, 18 anni, sassarese, professione sirena

Vive a Golfo Aranci ed è stata arruolata dal Comune per nuotare davanti al porto. Presto con lei anche un “tritone” - FOTO

30 maggio 2014
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GOLFO ARANCI. Nome? «Silvia Ledda». Età? «18 anni». Professione? «Sirena» e scoppia a ridere, ma è tutto vero. Quando una giovane si sente dire che il mondo del lavoro è cambiato e non bisogna essere troppo choosy nell’approccio, non pensa certo che il futuro possa essere quello scelto da questa ragazza sassarese dal viso angelico e dal fisico mozzafiato. In poco tempo è diventata lei la star di “Fasolandia” Golfo Aranci: vestita da sirena, con tanto di coda squamata, accompagna le immersioni del sommergibile giallo che porta turisti e scolaresche alla scoperta del museo subacqueo. Compie evoluzioni che ammaliano i bimbi (e i genitori), li saluta attraverso l’oblò, rende indimenticabile la gita nelle acque davanti alla cittadina di pescatori che viaggia verso un futuro incentrato sul turismo.

Una delle tante trovate del neoeletto sindaco Giuseppe Fasolino, che di coraggio nello sfoderare idee ne ha almeno quanto lei nel tuffarsi tra le onde ancora gelide. Com’è nata? «Da una sfilata nella mia città, Sassari – spiega Silvia, per tutti Ariel come la sirenetta della Disney, della quale ha imitato sino a qualche giorno fa anche il colore rosso dei capelli, oltre al taglio – quando sono stata notata dal manager della società “Gocce di sirena” che cercava una ragazza per iniziare questa avventura». «Me ne sono “innamorato” subito – dice lui, Tosino Anfossi, rientrato nell’isola dopo 20 anni a Milano –, ho capito subito che era la persona perfetta su cui puntare».

Dalla scorsa Pasqua la sirena ha cominciato le sue evoluzioni: «Non teme nulla – dice Anfossi –, si tuffa con qualunque clima, è tenace». E spiega che l’idea è nata dall’amore per la figlia per Ariel, voleva vestirsi come lei ma solo in America riuscì a trovare il costume. La mia attività di import dalla Cina era andata male per la crisi e così è sorta l’idea di fare anche degli spettacoli basati su un personaggio reale. E di investirci». Quindi la sfilata e la firma del contratto: Silvia, studentessa al liceo artistico senza grande convinzione («Ho lasciato, non ero certa che mi garantisse degli sbocchi lavorativi, a settembre riprenderò al linguistico, perché il futuro è quello», dice lei), appena maggiorenne si ritrova con un lavoro.

Una ragazza come tante, certo con un appeal e una grinta supportata dal fisico ben superiori alla media, con una voglia di sperimentare che non molte coetanee vantano: «Ho fatto canto, in particolare mi piace moltissimo il disegno». Non lo nega, ha una smodata voglia di apparire, e lo ammette con un’aria disincantata, prendendosi un po’ in giro: «Come tutti... Beh, sono sempre stata un po’ fuori dal coro: senza tacchi a spillo non so stare, colori di capelli e abbinamenti strani. Mi sono costati sempre delle critiche». E ora anche la coda: «Ormai nessuno mi chiama più Silvia, da aprile sono Ariel per tutti».

La sua vita è cambiata radicalmente: «Mi sono trovata di colpo a non dover chiedere soldi ai miei, è una gran soddisfazione l’autonomia». Come deve essere una vera sirena: «Ci vuole coraggio, non temere il freddo, le meduse. E bisogna avere savoir faire» (detto con un vezzo nobiliare e un sorriso). Ai bimbi racconta di abitare ad Atlantide, deve sapere tutto sul personaggio per non cadere in contraddizione: «Uno mi ha contestato che non ho gli occhi azzurri. Ma non è vero!». E poi c’è l’episodio del pargolo che la vede sul molo e urla: “Papà, vieni, c’è la sirena: è una gnocca da paura” («ma non scriverlo»). Il futuro di Silvia-Ariel? «Sirena finchè va, finché mi vorranno sirena». E attenzione: da luglio sarà affiancata da un nuovo personaggio, un Tritone. Top secret il nome del giovane che ne indosserà le (poche) vesti è già stato individuato. E “Fasolandia” cresce ancora.

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