La Nuova Sardegna

Nel mare di Stintino trovato un ritratto in una bottiglia

di Pinuccio Saba
Nel mare di Stintino trovato un ritratto in una bottiglia

La scoperta di due pescatori tra gli scogli del Mare di Fuori. Il messaggio era partito dalla Liguria

30 maggio 2014
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STINTINO. Non c’è niente di più misterioso di un messaggio chiuso in una bottiglia che finisce su una spiaggia. A volte, però, il messaggio ha una spiegazione poco avventurosa. Come hanno scoperto i fratelli Alberto e Armando Simula, appassionati di pesca, che alcuni giorni fa hanno notato una bottiglia incastrata fra gli scogli del Mare di Fuori. Una bottiglia al cui interno si intravedeva un ritratto di donna. «Ci siamo incuriositi – racconta Alberto Simula – perché la bottiglia era perfettamente sigillata. Ma la sorpresa maggiore l’abbiamo avuta quando, una volta tirato fuori il ritratto di donna, abbiamo letto un breve messaggio dell’autore del disegno, fatto a matita, con il quale ci invitava a contattarlo. E lui ci ha spiegato la storia di quel ritratto».

Quel volto di donna era quello di Eleonora Cantamessa, la ginecologa di un paesino del Bergamasco travolta e uccisa da un’auto condotta da un cittadino di nazionalità indiana mentre soccorreva un uomo disteso al centro della strada. Non era stato un incidente, secondo le forze dell’ordine, ma un atto deliberato, un tentativo di uccidere l’uomo ferito ma che aveva invece provocato la morte della dottoressa che, al termine del proprio turno di lavoro, stava rientrando a casa.

Ma quella bottiglia arrivata sulle coste del Mare di Fuori non era l’unica messa in mare da Antonio De Blasi, artista di Saronno che lo scorso 2 marzo aveva lanciato la bottiglia dalla spiaggia di Varazze, in Liguria. «La storia è un po' più lunga e si chiama “Sono stato...”. Sono Stato è la vita di un uomo (o di una donna) che diventa messaggio nella ricerca e nel raggiungimento di un ideale. Storie di uomini e donne che con le loro testimonianze di azioni e scelte di vita hanno lasciato all'umanità messaggi chiari consumando la propria esistenza all'ombra di un alto valore. Ritratti in grafite su carta, arrotolati e inseriti in bottiglia, nessuna parola nel messaggio , tutto è lasciato al volto all'espressione, all'uomo, alla vita che traspare dalla bottiglia». E così, in passato, Antonio De Biase ha raccontato a una coppia tedesca la vita del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; a una attrice americana la vita del regista Dino Risi; a un pescatore abruzzese del giornalista Enzo Baldoni ad un autista di pullman austriaco l'imprenditore (e costruttore di pullman) Ambrogio Mauri. « Vite di uomini e donne da ricordare, messaggi, esempi per le nuove generazioni – conclude Antonio De Biase – : da cui poter ricominciare, da cui poter ricostruire, prima che il declino morale e sociale faccia affondare questo grande barcone di nome "Italia"».

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