La Nuova Sardegna

Il paese sotto choc: «Azione inspiegabile»

di Federico Sedda
Il paese sotto choc: «Azione inspiegabile»

Sgomento e sorpresa tra i coetanei del centro del Nuorese dove vive lo studente finito sotto accusa

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NUORO. Un amore non corrisposto. Finito con una coltellata all’addome della ragazza al centro dei suoi sogni. Un amore dichiarato chissà quante volte. Ma impossibile. Al punto da fargli tirare fuori una “pattadese” e sconvolgergli la mente. La notizia che l’accoltellatore era un sedicenne di un paese della provincia di Nuoro si è diffusa sin dalla mattinata. Prima ancora che la divulgassero i media tradizionali, a renderla nota avevano pensato i social network e gli sms che l’hanno rilanciata nei bar e nelle scuole del circondario. Un traffico su facebook e sui telefonini di amici e coetanei, increduli e perplessi.

Sembrava impossibile che quel ragazzino serio ed educato, mai sopra le righe, potesse avere fatto un’azione così terribile, lontana dal cuore di un sedicenne. Eppure era così. «Chissà cosa gli è passato per la testa», commentano nella piazza del centro dove vive.

Una famiglia tranquilla e stimata, quella del ragazzino, che a quanto pare aveva un buon rendimento scolastico ed era appassionato di sport. Ottimi voti alle medie e anche successivamente. Per lui ogni giorno sveglia al mattino per prendere il mezzo che da quest’area del centro Sardegna portava a Oristano molti pendolari come lui, tutti alunni delle superiori.

Anche ieri mattina, lo studente ha seguito la stessa routine. Ma la sua mente era altrove. Forse pensava di tentare un nuovo approccio con la ragazzina del cuore. Stavolta, però, aveva messo in tasca la “leppa”. Che poi ha usato dopo l’ennesimo rifiuto della ragazza. «Non riesco a crederci – commenta uno degli amministratori del paese – Sicuramente è un’alzata di testa di un ragazzo che non si è reso conto di quello che ha fatto. Un’azione inconsulta, lontana dalla cultura e dal modo di vivere della nostra gioventù». Un fatto mai accaduto, da queste parti. Che a ogni modo - sottolineano in parecchi – dovrebbero fare riflettere tutti, in primo luogo le famiglie e la scuola. «Ora, però, - dice uno studente appena sceso dal pullman dopo la scuola – pensiamo alla ragazza: speriamo che si rimetta al più presto». Difficile, comunque, rimarginare le ferite dell’animo che segneranno il futuro dei due ragazzini e delle loro famiglie.

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