La Nuova Sardegna

Sassari, strategie anti-tumori al top

di Pier Giorgio Pinna
Sassari, strategie anti-tumori al top

Ha fatto il giro del mondo il report su patologie sessuali e cancro alla prostata. Gli autori: «Possibili a breve altri sviluppi»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Ha fatto il giro del mondo la scoperta su come si possono evitare certi tumori grazie a rapporti sessuali protetti. Dalla rivista dell'Accademia scientifica Usa la notizia è rimbalzata sui network internazionali. In Europa ne continua a parlare la Bbc. E in Italia viene ripresa dai principali siti la straordinaria collaborazione tra la piccola università sarda e il colosso californiano partner dell’impresa all’Ucla di Los Angeles.

L’inchiesta. «Quel che resta da sottolineare sono gli interessanti sviluppi che il metodo può portare nell'applicazione delle medesime procedure d’indagini a casi simili», spiega al dipartimento di Scienze biomediche Pier Luigi Fiori, che ha coordinato il report. «Una volta acquisito il concetto che il cancro alla prostata può rivelarsi una patologia da trasmissione per una specifica malattia venerea, la Tricomaniosi, l'idea di lavorare in questo modo è replicabile», aggiunge.

Internet. Migliaia le condivisioni sul sito della “Nuova”: la scoperta ha riscosso forte interesse sul web. Come le chance in chiave anti-oncologica della banca di tessuti ovarici nella clinica ostetrica diretta da Salvatore Dessole: il prelievo di questi tessuti sulle malate - prima della radioterapia o della chemio - consente poi di ritrapiantarli sulle donne, che così possono continuare ad avere figli.

Malattia venerea. La Tricomoniasi è invece la più comune infezione non virale trasmessa per via sessuale: nel mondo colpisce 275 milioni di pazienti all’anno,di entrambi i sessi (e nell'isola migliaia di persone). Chi ne soffre a volte non sa di averla. Ma spesso gli uomini capiscono di essere malati perché vanno dal medico dopo aver avvertito irritazioni o bruciori ai genitali, e in questo modo viene fatta la prima diagnosi.

In laboratorio. Negli ultimi due anni, tra Los Angeles e Sassari, gli scienziati hanno condotto test su cellule umane, scoprendo che la Tricomoniasi può favorire l'insorgenza del cancro alla prostata. «I risultati della scoperta suggeriscono che il Trichomonas vaginalis rilascia una proteina che causa infiammazione, aumenta e velocizza la crescita del cancro», rilevano gli altri autori della ricerca. Sono Anna Rita Cocco, Daniele Dessì e Paola Rappelli, più o meno gli stessi che in passato avevano già ottenuto importanti risultati nell'analisi della trasmissione di altre patologie per via sessuale.

Procedure. Comunque in tutti i casi del genere – evidenzia la strategia anti-tumori messa a fuoco tra Sardegna e California – si ricorre a una metodologia in fondo semplice. Una volta scoperto il microrganismo che causa l’infezione e che può contribuire alla formazione di cellule cancerogene, bisognerà innanzitutto curare la prima malattia diagnosticata. «Perché poi debellandola», concludono i protagonisti della ricerca, «si può almeno prevenire l’insorgenza dei tumori strettamente correlati a quella specifica infezione, come abbiamo dimostrato noi con quella malattia venerea» .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative