Una gara tra big Quando la musica diventa impegno
Soddisfatto Paolo Fresu: «Una risposta straordinaria» Elena Ledda e Marco Carta: «Un lavoro da continuare»
CAGLIARI. I sardi sono abituati a sentire, da parte dei musicisti di tutto il mondo, dichiarazioni d’amore per la nostra terra. Questa volta, però, non sono solo parole ma una vera e propria dimostrazione di affetto e supporto. Un dovere, un onore, un piacere. Questo il sentimento più diffuso tra le star in rassegna, su quel palco, anche per pochi minuti, ma per portare una testimonianza viva, per la Sardegna, che non esiste solo d’estate.
«Siamo Stanchi ma soddisfati – dice Paolo Fresu, ideatore della manifestazione – Musica di qualità, arena piena, moltissimi ci stanno seguendo tra tv e radio. Gli obbiettivi sono raggiunti al di là del lato economico. Le donazioni sono fondamentali ma questa manifestazione si porta appresso anche un'altro messaggio non solo quello della solidarietà ma anche delle coscienze, il messaggio è arrivato. Questo è quello che volevamo. Non è un concerto fine a se stesso, ma con diverse chiavi d lettura».
«Per me è la continuazione di un progetto che ho fatto partire il diciannove novembre dello scorso anno, il giorno dopo l'alluvione – racconta Eugenio Finardi – Oggi consegneremo i primi diecimila euro, raccolti con la compilation Archu e kelu, soldi che vanno a due scuole. Tramite la Croce Bianca di Olbia renderemo funzionali una elementare e una materna. I soldi andranno usati direttamente per questi due istituti e, il prossimo anno scolastico le scuole saranno operative».
«Vivo qui da cinque anni – racconta Cristiano De André – Ma grazie ai racconti di mio padre, mi sembra di essere nato qui. Speriamo di essere efficaci, perché serve raccogliere più soldi possibile». Punta sul futuro Gavino Murgia: «L'importante è che non si dimentichi quello che è successo. Le istituzioni tengano alta la guardia su questi eventi disastrosi e improvvisi, perché avremo a che fare con situazioni di questo tipo sempre più frequentemente». Emozionato Raphael Gualazzi: «Sono onorato di partecipare ad un evento così importante in una terra della quale sono sempre stato innamorato. Sono contento di poter essere qui umilmente con i miei brani per quest'isola così ricca di orgoglio, musica e cultura». «Bisogna esserci – dice Gianmaria Testa – La musica serve a questo, a tenere compagnia e raccogliere qualche soldo quando ce n'è bisogno».
«La cosa che dobbiamo riacquistare – spiega Elena Ledda – è la memoria. Con la memoria forse riusciamo a capire che bisogna rispettare la nostra terra. Se noi dimentichiamo, l’acqua non lo fa, sa dove deve passare e scorre violentemente. Non si possono costruire i paesi, le case e addirittura le scuole nelle aree che le appartengono».
«Non potevo assolutamente mancare – dice deciso Marco Carta – Il mio apello continuerà anche nei prossimi giorni tramite i social network, finchè non si sarà raggiunta la quota necessaria».
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