Oggi l’interrogatorio dell’accoltellatore
Ha trascorso la prima notte in carcere, per lui l’accusa è tentato omicidio Aveva tentato di fuggire in treno, a tradirlo le mani e i vestiti sporchi di sangue
ORISTANO. Ha trascorso la prima notte in una cella del carcere minorile di Quartucciu il giovane che sabato ha colpito con quattro coltellate una compagna di scuola fuori dall’istituto che frequentano. Per lui l’accusa è pesantissima. Tentato omicidio.
La ragazza migliora anche se i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. Lo studente, 16 anni, dovrebbe essere sentito forse già questa mattina dal magistrato del tribunale dei minori. In quell’occasione ricostruirà la dinamica dell’aggressione.
Il giudice aveva disposto il suo arresto solo nella tarda mattinata di sabato. Da una prima ricostruzione dei fatti sembra che la violenza del giovane sia esplosa pochi minuti prima del suono della campanella di ingresso. Come è stato accertato dalle indagini della polizia e suffragate dalla testimonianza della ragazza.
Lo studente ha aggredito la compagna alle spalle. Dopo averla abbracciata ha estratto la pattadese e le ha inferto quattro coltellate. La prima ha colpito di striscio una gamba le altre il basso ventre. La lama per fortuna non è entrata in profondità perché il coltello a serramanico si è richiuso ferendo a sua volta lo stesso aggressore.
Mentre la compagna di scuola si accasciava a terra il feritore, dopo essersi reso conto di quanto aveva fatto è scappato. Con lo zaino a tracolla si è fatto largo tra gli studenti che affollavano l'ingresso. Al suo inseguimento si è messo un insegnante che ha poi desistito. Il ragazzo di corsa ha raggiunto via Gennargentu e si è diretto verso la stazione ferroviaria. Sapeva che la polizia lo stava cercando e ha evitato di passare davanti alla stazione dell’Arst che si trova in via Cagliari.
Il sabato, come tutte le mattine in cui c’è lezione, era arrivato a Oristano con un pullman, insieme a tanti altri studenti pendolari. Ha pensato di rientrare in paese con il treno, nella speranza di riuscire a eludere i controlli delle forze dell’ordine. Ma decine di agenti lo cercavano in tutta la città.
Lo in una disperata corsa ha raggiunto via Sassari, ha attraversato il passaggio a livello. Era sudato, aveva la maglietta e le mani macchiate di sangue. Quando è entrato nella stazione ferroviaria di viale Repubblica, ha attirato subito l’attenzione degli agenti della polizia ferroviaria.
Sapevano quanto era accaduto, ma avevano solo una descrizione sommaria del fuggitivo. Gli uomini della polfer lo hanno avvicinato gli hanno chiesto se stesse bene.
Lo sguardo era perso nel vuoto. Il giovane era sudato, la voce tremava, gli abiti e le mani erano piene di sangue. «No – ha risposto –, non sto bene».
Gli agenti lo hanno accompagnato negli uffici. È bastata la telefonata con la questura per avere la conferma che lo studente scappato dall'istituto Othoca dopo aver accoltellato una compagna era proprio lui.
Nelle tasche dei jeans aveva ancora la pattadese sporca del sangue della sua compagna di scuola. La polizia ha sequestrato l’arma. Gli agenti hanno preso anche il suo cellulare e lo hanno portato in questura dove è stato sentito dal capo della squadra mobile, Pino Scrivo. Nel tardo pomeriggio, dopo gli accertamenti, lo studente è stato trasferito a Quartucciu ed è stato rinchiuso in una cella del carcere minorile.
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