«Berlinguer, Sassari vuole ricordare un grande italiano»
Il sindaco Nicola Sanna si appella al ministro Dario Franceschini per intitolare la biblioteca universitaria al grande politico
di NICOLA SANNA
Un grande italiano nato nella nostra terra di Sardegna, nato e cresciuto nella nostra città di Sassari. Conobbi Enrico Berlinguer nel marzo del 1981, un incontro molto ravvicinato sul palco di un comizio che si tenne a Sassari, in piazza dell'Università, dove, da giovane comunista quale ero, ebbi il compito di pronunciare un discorso propedeutico all'intervento finale del leader, dieci minuti appena, dieci minuti prima dell'intervento del segretario del Partito comunista democraticamente più votato, e perciò autorevole, presente nel mondo capitalistico occidentale.
Una seconda occasione, meno austera della prima ma altrettanto impegnativa, fu nell’estate del 1983, l'ultima che Enrico passò a Stintino perché, l'11 giugno del 1984, Berlinguer morì a Padova nel corso di un comizio per le elezioni europee. La folla, proveniente da ogni parte del Paese, che lo salutò in occasione dei funerali lungo le strade di Roma fu la prova più evidente dell'amore che il popolo italiano provava per questo sardo dal fisico esile e forte allo stesso tempo, partito dalla sua Sassari non per fare carriera politica ma per darsi da fare nella politica, per risollevare l'Italia tutta dalla tragedia della guerra causata dal nazi-fascismo in tutta Europa.
La famiglia Berlinguer ha profonde radici a Sassari. Il nonno, anch'egli Enrico Berlinguer, era un grande personaggio, anche fisicamente, visto che era alto almeno un metro e novanta, una misura che per un sardo di quei tempi era straordinaria. Era il leader dei repubblicani durante il regno dei Savoia, una condizione certo non facile. Quando ci fu la prima visita di Vittorio Emanuele a Sassari e lui andò ad accoglierlo, diventò bersaglio di critiche molto forti, nonostante affermasse che «per un sardo il dovere di ospitalità viene prima di tutto». La Nuova Sardegna, nata il 9 agosto 1891, fu fondata da un gruppo di intellettuali e politici democratico-progressisti, tra cui Enrico Berlinguer.
Il bisnonno di Enrico, Gerolamo, è stato comandante dei carabinieri di Sassari. Un personaggio leggendario, che aveva sfidato un pericoloso bandito, catturandolo in montagna e portandolo a Sassari prigioniero. L'attuale caserma dei carabinieri di via Rockefeller è intitolata alla sua memoria. Mussolini tentò varie volte di far cambiare nome alla caserma, ma i carabinieri, con rinvii e altre dilazioni, ogni volta riuscirono ad evitarlo. Ad un altro Berlinguer, don Girolamo Berlinguer, esponente del casato sassarese nel XVIII secolo, in città viene riservato il toponimo della via dove questi abitò, nel palazzotto che sorge nel vicolo all’angolo con via Maddalena.
L'Enrico Berlinguer contemporaneo a quelli della mia generazione, nata nella seconda metà del Novecento, è stato ricordato dalla sua città, durante l’amministrazione del sindaco Anna Sanna, con l’intestazione di una via del periferico quartiere "Sassari 2". Due anni fa abbiamo celebrato il centenario della nascita del segretario del Pci e nel corso di quest’anno numerose saranno le iniziative prom. osse in tutta Italia per ricordare il trentennale della scomparsa di questo importante concittadino.
Oltre che una straordinaria personalità politica, Enrico Berlinguer fu anche un fine intellettuale, "organico" elaboratore di un pensiero politico di avanguardia: teorico della via italiana al socialismo; dell’euro-comunismo; dello sviluppo economico ecologicamente sostenibile, condensato in quella sua idea di austerità contrapposta al tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico, causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza.
Tra poco più di due settimane la Biblioteca universitaria di Sassari, ricca di ben oltre trecentomila volumi, troverà nell'ex Ospedale della Santissima Annunziata, in piazza Fiume, la propria nuova sede. Un ospedale realizzato nel 1843 grazie alle donazioni dei sassaresi ritorna ora nella disponibilità dei cittadini come centro di cultura.
Dando spazio ai libri e alla possibilità di leggerli si dà spazio al pensiero, si dà impulso alla fisionomia di un intero territorio. Le sale di una biblioteca danno la sensazione fisica che le radici del nostro sapere hanno nei libri solide tradizioni e audaci occasioni per l'innovazione. L'intitolazione della nuova Biblioteca universitaria a un sassarese come Enrico Berlinguer è perciò un’occasione storica per Sassari per onorare non soltanto la memoria e il lascito morale e civile di una delle figure più importanti del pensiero politico del Novecento, ma anche occasione per trasmettere ai giovani il suo messaggio, affinché essi si impadroniscano di ogni ramo del sapere e lottino insieme agli oppressi per un nuovo ordine, non più fondato sul privilegio e sull'ingiustizia. Ecco perché ho aderito in maniera convinta alla petizione indirizzata al ministro Dario Franceschini da autorevoli esponenti del mondo intellettuale sardo e nazionale.
Sindaco di Sassari
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