Nel Pd largo ai giovani Passo indietro dei notabili
Per l’elezione a ottobre del segretario è deciso il cambio generazionale La vecchia guardia comincia a far circolare i nomi dei possibili candidati
CAGLIARI. La corsa è ancora lunga, le primarie per eleggere il segretario saranno a fine ottobre, ma nel Pd sardo sembra farsi strada la voglia di un forte cambio generazionale. A cominciare proprio dal prossimo timoniere del partito. Sarà perché il neanche 40enne Renzi ha fatto scuola dopo aver rivoltato e riportato alla vittoria il Pd, sarà per l’onda lunga del trionfo di maggio, sta di fatto che gli storici notabili sardi sarebbero pronti al passo indietro. Fra loro ci sarebbe un patto per favorire l’elezione di un emergente, che dovrà avere 30 o 40 anni. Nei quattro mesi che mancano alle primarie e al congresso per scegliere il successore di Silvio Lai (eletto nel 2009) le correnti vorrebbero favorire il cambiamento. Non sarà certo un percorso anarchico, i notabili lo indirizzeranno, ma è chiaro che la macchina interna del Pd si è già messa in moto e va in quella direzione. Tra l’altro pare con uno spirito unitario ritrovato dopo le bufere dell’anno scorso (leggi caso Barracciu) e anche lo spostamento repentino e in massa della Sardegna dall’asse Bersani-Letta a quello ora vincente dell’ex sindaco di Firenze.
L’identikit. Il nuovo segretario dovrà essere giovane, condiviso e si spera unitario. In questo momento di euforia, le elezioni a colpi di maggioranza sembrano per ora bandite dalle stanze e dai corridoi del Pd. Anche Rentato Soru, all’indomani del trionfo alle Europee, sarebbe tra i sostenitori dell’identikit di massima del nuovo segretario e questo lascerebbe intendere che, al contrario dei rumors prima del 25 maggio, l’ex governatore non dovrebbe candidarsi alla segreteria.
I papabili. Pietro Morittu, 35 anni, di Carbonia, primo dei non eletti alle Regionali, è gradito a gran parte delle correnti e anche sostenuto in campo aperto dalla segreteria uscente e dal presidente della Fondazione Banco di Sardegna, Antonello Cabras, notabile di lungo corso. Morittu è considerato un cavallo di razza e se in questi mesi dimostrerà di avere la grinta giusta, potrebbe essere proprio lui il prescelto. Più vicino all’area di Soru è Luca Clemente, 37 anni, cagliaritano. Nei giorni ad alta tensione del caso Barracciu, conclusi con la rinuncia alla candidatura di governatore dell’attuale sottosegretario, e anche in quelli successivi della scelta vincente del nuovo candidato, Francesco Pigliaru, Clemente è stato fra i più apprezzati ufficiali di collegamento fra le varie anime del partito. A entrare in gioco potrebbero essere anche Valter Piscedda, 44 anni, sindaco di Elmas, esordiente in Consiglio regionale e fedelissimo dell’attuale segretario Lai, e Thomas Castangia, 39 anni, cagliaritano, leader della minoranza che si riconosce in Pippo Civati (avversario di Renzi a Roma) ma considerato comunque un buon trascinatore.
Un altro nome è quello del neo consigliere Piero Comandini, fuori quota come età, è un 50enne, ma è sostenuto dai renziani della prima ora e questa appartenenza potrebbe ritornargli utile nella volata finale. Fra le donne c’è chi fa con insistenza i nomi del deputato Romina Mura, 44 anni, (area Cabras), che raccoglierebbe consensi trasversali, e del consigliere regionale Daniela Forma, 37 anni, sempre impegnata a ricucire anche gli ultimi strappi fra maggioranza e opposizione interna. La corsa comunque è ancora lunga e altri papabili usciranno di certo allo scoperto da qui al 26 ottobre, giorno delle primarie.
Le correnti. A governare la successione sarà soprattutto il corrente a tre Cabras, Paolo Fadda e Renato Soru. La maggioranza è stretta nelle mani di questo terzetto dopo un’alleanza che si è costruita negli anni fino a lasciarsi alle spalle, grazie alle strategie di Silvio Lai, anche vecchi e recenti contrasti. Dopo essere stato in buona parte un sostenitore di Bersani, il correntone oggi è diventato lo scheletro portante dei nuovi renziani in Sardegna ed è rafforzato da due consiglieri di peso: Gianfranco Ganau il presidente dell’Aula, e dal vicecapogruppo Roberto Deriu.
A contrastare il terzetto Cabras-Fadda-Soru potrebbero essere però i renziani della prima ora (Gavino Manca e Chicco Porcu), in cordata con buona parte degli ex Diesse, capeggiati dai parlamentari Siro Marrocu e Ignazio Angioni, con gli ex popolari di Salvatore Ladu e col deputato Gian Piero Scanu. È un gruppo ancora alla ricerca del congruo risarcimento danni dopo la bocciatura di Francesca Barracciu alle Regionali (l’hanno sempre sostenuta) e potrebbe passare all’incasso alla fine di ottobre.
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