La Nuova Sardegna

Faccia a faccia sui fondi Contu: «Chiarirò tutto»

di Mauro Lissia

Sentito in Procura il tesoriere del Pdl e l’ex consigliere regionale Domenico Gallus Oggi Milia non si presenterà dai magistrati, mentre Sanciu è pronto a rispondere

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CAGLIARI. Uno solo fra tre dei nuovi consiglieri indagati ha voluto parlare con la polizia giudiziaria: è Domenico Gallus, medico dermatologo, esponente oristanese del gruppo Fortza Paris che tra il 2004 e il 2009 faceva parte del misto. A metà mattina si è presentato insieme al suo difensore, l’avvocato Massimo Delogu, al nuovo appuntamento con la Procura: doveva essere il 15 giugno, è stato lui a chiedere che il faccia a faccia avvenisse prima. Buon segno, fretta di chiarire: «Infatti abbiamo chiarito tutto – ha spiegato l’avvocato Delogu – coi documenti e le fatture». La contestazione è di 58 mila euro, che per la polizia giudiziaria non risultano rendicontati: «L’onorevole Gallus ha spiegato di averli spesi per pagare due consulenti, che l’hanno aiutato nel suo lavoro di legislatore regionale. Ci sono i giustificativi, li abbiamo consegnati, la somma supera quella contestata».

Neppure una parola da Mariano Contu, l’ex assessore regionale di Forza Italia: deve giustificare spese per un milione e 600 mila euro, denaro distribuito probabilmente tra gli onorevoli del centrodestra nella tredicesima legislatura, quella guidata da Renato Soru.

Ma per adesso l’ex assessore e tesoriere del gruppo regionale di Forza Italia ha scelto di tenere la bocca chiusa: il pm Marco Cocco, che lo accusa di peculato aggravato, l’aveva invitato a comparire per ieri pomeriggio alle 15.30 e Contu si è presentato puntuale agli uffici della polizia giudiziaria accompagnato dai difensori, gli avvocati Mariano e Massimo Delogu. Una visita quasi di cortesia, il tempo di comunicare e di mettere a verbale che l’indagato si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Saluti cordiali e arrivederci.

Più tardi però una nota alle agenzie di stampa per spiegare: «Mi sono avvalso della facoltà di non rispondere, su precisa e rigorosa indicazione del mio legale. I fatti che mi vengono contestati risalgono a partire da dieci anni orsono – va avanti la nota – e quindi ho bisogno di ricostruire tutti i movimenti bancari». Contu si dichiara «fiducioso di poter produrre tutti i chiarimenti necessari» ma anche «profondamente addolorato per le responsabilità» che gli vengono attribuite rispetto al ruolo che ricopriva nella legislatura 2004-2009: spese per un totale di 1,5 milioni di euro, in qualità di segretario del gruppo Fi.

«Preciso che il mio ruolo era quello di segretario, che veniva espletato in virtù di decisioni assunte collegialmente dal gruppo consiliare di Forza Italia e relativo ufficio di presidenza. Le somme a me addebitate e contestate fanno riferimento ai cinque anni della legislatura 2004-2009 e le stesse venivano utilizzate da tutti i consiglieri per l’attuazione dei programmi di attività politica del gruppo nei diversi territori dell’isola. Non ho mai in alcun modo percepito o utilizzato le somme contestate se non nei termini sopra precisati».

La sfilata degli ultimi ventidue ex consiglieri regionali finiti nella rete della Procura si era aperta al mattino, con l’arrivo negli uffici di piazza Repubblica di Domenico Gallus, ex consigliere di Fortza Paris, già sentito in tribunale come teste dell’accusa nel processo a Silvestro Ladu. Nessuna traccia invece di Claudia Lombardo: il difensore dell’ex presidente del consiglio regionale, l’avvocato Riccardo Floris, ha chiesto un rinvio dell’esame legato a un impegno professionale. Come dire che l’esponente del Pdl, indagata per un assegno da 1500 euro, con ogni probabilità risponderà alle domande del pubblico ministero per chiarire fin da questa fase dell’indagine la propria posizione. Fin qui la giornata di ieri, la prima nel calendario di interrogatori che l’ufficio ha elaborato da qui al 23 giugno.

Per oggi, sempre alle 15.30, è atteso l’ex senatore Pdl, ex presidente della Provincia di Olbia Tempio ed ex commissario dell’autorità portuale di Olbia Fedele Sanciu: stando alle informazioni circolate in queste ore Sanciu è orientato a fornire al magistrato tutti i chiarimenti richiesti. Sarà difeso dall’avvocato Marco Pilia.

Non si presenterà invece Sergio Milia, l’ex assessore regionale alla Cultura, difeso dall’avvocato Luigi Concas. E ha scelto di non rispondere anche Nicola Rassu, l’ex assessore agli enti locali, difeso dall’avvocato Ivano Iai: nel suo caso però si tratta soltanto di un rinvio, la disponibilità a rispondere c’è. Gli inviti a comparire e gli esami programmati per giugno non rallenteranno l’inchiesta giudiziaria, che va avanti secondo i programmi: carabinieri e guardia di finanza sono impegnati a spulciare il materiale acquisito negli uffici dei gruppi della legislatura Cappellacci. L’attenzione è però rivolta all’udienza di venerdì davanti alla prima sezione del tribunale: sarà di nuovo in aula Ornella Piredda, teste chiave del pm nel processo pubblico che riguarda 18 consiglieri ed ex consiglieri della tredicesima legislatura.

Venerdì scorso l’ex funzionaria del gruppo misto ha confermato le accuse contenute nei due esposti che hanno dato origine al procedimento ed ora dovrà affrontare la delicata vicenda che la vede protagonista e insieme vittima: il rapporto con il capogruppo Giuseppe Atzeri, che oltre all’accusa di peculato per l’uso improprio dei fondi destinati al gruppo misto deve rispondere di maltrattamenti, lesioni personali e abuso d’ufficio per aver emarginato e sottoposto - secondo l’accusa - la Piredda ad un’azione continuata di mobbing. L’attesa è rivolta al controesame da parte della difesa: la testimone ha annunciato rivelazioni scottanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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