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L’amore di Juan Carlos per l’isola: tante regate e poca mondanità

di Alessandro Pirina
L’amore di Juan Carlos per l’isola: tante regate e poca mondanità

PORTO CERVO. Anche Juan Carlos di Spagna fa parte del lungo elenco di vip che ogni estate sceglie la Costa Smeralda per le loro vacanze, ma il suo amore per la Sardegna più che dalla ricerca di...

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PORTO CERVO. Anche Juan Carlos di Spagna fa parte del lungo elenco di vip che ogni estate sceglie la Costa Smeralda per le loro vacanze, ma il suo amore per la Sardegna più che dalla ricerca di mondanità è dettato dalla grande passione per la vela. Per tanti anni, infatti, il sovrano che ha appena lasciato il trono nelle mani del figlio Felipe ha preso parte alle più importanti regate organizzate nel nordest dell’isola. Fu proprio a bordo della sua barca, il mitico Bribon, che nel 2000 vinse a Porto Cervo la dodicesima edizione della Sardinia cup, lasciandosi alle spalle per un solo punto l'Italia Rossa guidata da Paul Cayard, lo storico skipper del Moro di Venezia.

Le regate. Quella fu la sua unica vittoria fuori dai confini della Spagna, ma la sua presenza nelle acque sarde era una costante. Socio onorario dello Yacht club Costa Smeralda e grande amico del principe Karim Aga Khan, Juan Carlos di Borbone è di casa a Porto Cervo. Nel 1997 ha partecipato alla Maxi yacht Rolex cup, il campionato del mondo delle più grandi imbarcazioni esistenti, a bordo della barca italiana Walligator di Luca Bassani. Quella competizione fu una vera e propria sfida regale, visto che su un’imbarcazione battente bandiera americana gareggiava l’ex sovrano Costantino di Grecia, fratello della regina Sofia, la moglie di Juan Carlos. Nel 2002 prese parte alla Swan cup organizzata dallo Yacht club Costa Smeralda a bordo della barca dell'imprenditore Leonardo Ferragamo, mentre nel 2005 con il suo Bribon partecipò alla tappa della TransPac Audi cup, manifestazione velica organizzata dallo Yacht club Porto Rotondo.

Il re a Porto Rotondo. Il sovrano spagnolo non andò oltre il quinto posto, ma gli fu comunque assegnato un trofeo riservato al timoniere non armatore dell’imbarcazione meglio classificata. «Fu una bellissima manifestazione – ricorda il conte Luigi Donà dalle Rose, il fondatore di Porto Rotondo –. Io conosco Juan Carlos da una vita, perché da ragazzo studiavo in Svizzera insieme al fratello Alonso, poi morto giovanissimo. Il nostro rapporto dura davvero da tantissimi anni e si è mantenuto anche dopo che lui è diventato re. È sempre stato un grande amico, un grande signore. La cosa più bella è la sua semplicità, il suo essere normale. Nella vita ama poche cose come la vela e la caccia. Ogni volta che viene in Sardegna per le regate è al settimo cielo. Per lui la vela è gioia di vivere, mentre fare il re non era sempre facile. E lui non lo nascondeva. Anzi. Io sono fiero di vantare un’amicizia con Juan Carlos, un grande re che ha fatto diventare la Spagna un grande paese democratico».

La cena sarda. Nel 2005 il sovrano fu ospite del conte Donà nella sua villa a Porto Rotondo e in quell’occasione lo chef Paolo Degortes “Sperrittu” preparò una cena dal menù tipico sardo: gnocchetti, maialetto e agnello con i carciofi. Mentre Rita Denza, titolare dello storico Gallura di Olbia, cucinò due zuppe. «In quel periodo lavoravo come chef allo Yacht club – ricorda Degortes –, ma mi chiamavano anche per feste private. Quella sera in realtà ero libero, ma quando la contessa Donà dalle Rose mi chiamò non potei dirle di no e corsi da lei. Poi, alla fine della cena, il conte si presentò in cucina e mi disse: “Paolo, vieni che ti presento il re”. Io ero imbarazzato, ma lui, Juan Carlos, fu molto alla mano, un uomo normale. Tanto che mi feci anche una foto con lui. L’unica che ho voluto fare nella mia carriera di chef».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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