Vertice del centrosinistra per dare il via alle riforme
Giunta e Consiglio concordi sulle strategie da adottare per il futuro dell’isola Unico punto critico il San Raffaele di Olbia. Pigliaru: «L’accordo sia condiviso»
CAGLIARI. Entusiasta su riforme, urbanistica e bilancio in pareggio dal 2015, ancora perplessa sull’ingresso dell’ospedale San Raffaele di Olbia, sempre dall’anno prossimo, nel sistema sanitario regionale. Dopo aver ascoltato la relazione del governatore e degli assessori, cinque su dodici, la maggioranza di centrosinistra ha risposto così alla Giunta nel primo vertice allargato di maggioranza.
Maxi. È stato davvero un maxi vertice, anche storico e insolito, durato quattro ore e viste le presenze contenuto a fatica nella sala grande delle commissioni, al primo piano del Consiglio regionale. È stata una riunione extra large proprio per il numero dei convocati, una cinquantina: tutti i consiglieri regionali del centrosinistra, trentacinque, tutti gli assessori, dodici, e due presidenti, quello della Giunta, Francesco Pigliaru, primo e riconosciuto timoniere dell’incontro, e quello del Consiglio, Gianfranco Ganau. Storico e insolito, perché di fatto ha spezzato il rituale della politica sarda fino ad azzerare l’antico distacco fra potere esecutivo, la Giunta, e potere legislativo, l’Aula. Ma è stato soprattutto necessario, il maxi vertice, per ridurre al minimo alcune recenti incomprensioni, leggi uscita della Sardegna dal progetto gassificatore Galsi decisa solo dalla Giunta senza passare in Consiglio, e confermare l’auspicio del governatore nel giorno delle dichiarazioni programmatiche: «Il confronto fra i due poteri dovrà essere non solo continuo e costruttivo ma anche di reciproco stimolo». C’è anche un altro aspetto, tutto politico: la Giunta vuole collaborare al massimo con le commissioni del Consiglio prima che i disegni di legge siano discussi e votati dall’Aula. La spiegazione di questo concetto è facile: bisogna evitare al massimo che le ultime bozze, quelle appunto approvate semmai a maggioranza nelle commissioni, siano poi stravolte nel voto finale semmai da franchi tiratori o accordi trasversali più o meno alla luce del sole. Dunque, «bozze blindate» – ma bisognerà vedere cosa pensa la minoranza in proposito – perché «la Sardegna ha bisogno subito di risultati concreti per uscire dalla crisi», come ha detto ancora il governatore nel discorso d’insediamento.
Punti d’incontro. Su quasi tutto. Sulle riforme la maggioranza ha condiviso e sostenuto la scelta dell’assessore Gian Mario Demuro (Affari generali) di restringere la bozza a due soli modelli – vedi scheda – e che, una volta deciso quello «compatibile con il sistema Sardegna», da autunno in poi «la Regione non sia più bloccata dai suoi soliti due eccessi, burocrazia e gerarchia, ma punti all’efficienza e alla flessibilità». Stessa condivisione c’è stata sulla bozza di riordino degli Enti locali post Province e sui tempi del pacchetto urbanistica – vedi scheda – proposti dall’assessore Cristiano Erriu. Promozione piena per l’operazione «bilancio in pareggio dal 2015», presentata dall’assessore Raffaele Paci, ma bisognerà contenere subito la spesa sanitaria altrimenti si rischia il tracollo. Attesa invece per capire – vedi scheda – quale sarà la risposta del Governo alla richiesta di un bonus (più soldi da spendere) per il 2014. Un miliardo e più è stata la richiesta, potrebbe arrivare il via libera per poco più della metà, o al massimo 700 milioni.
Punti critici. Uno solo: l’ospedale San Raffaele di Olbia – vedi scheda – che si trascina dietro il resto della sanità, dal numero dei posti letto, compresi quelli da congelare come sollecitato dal Governo, al Piano regionale che non c’è da troppo tempo. Non si può continuare a navigare vista, con il pericolo che la spesa finisca fuori controllo, ha detto l’assessore Luigi Arru. È stato sempre lui a spiegare, nel dettaglio, qual è lo stato della trattativa tecnica con gli investitori della Qatar Foundation e l’ospedale Bambin Gesù di Roma, per la ripresa dei lavori. Ma il vero problema è che tutti, nella maggioranza, vogliono capire prima che effetto avrà l’arrivo della mega struttura sull’attuale sistema sanitario regionale. Se il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, ha dichiarato «il suo entusiasmo», qualche altro consigliere del partito guida della maggioranza, come Lorenzo Cozzolino, ha sottolineato: «Dobbiamo evitare i doppioni e anche che il San Raffaele azzeri gli altri ospedali». Ancora più esplicito è stato il capogruppo di Sel, Daniele Cocco: «La nostra vigilanza sarà massima per evitare tagli ed errori che altrove riducano quantità e qualità dei servizi». Il confronto è aperto, ma prima che diventi uno scontro, Pigliaru ha confermato: «Vogliamo sul San Raffaele un accordo condiviso dal Consiglio prima della firma finale».
La Giunta. La lunga giornata della politica è poi andata avanti fino a tarda sera in viale Trento. La Giunta ha approvato la delibera, proposta dall’assessore al Bilancio Raffaele Paci, che di fatto cambia la filosofia dei conti della Regione. Da oggi in poi le voci di spesa saranno legate a una missione precisa e non più a una semplice e generica strategia. «Il bilancio – ha detto Pigliaru – diventa nei fatti il piano finanziario del programma di governo e così tutto diventerà molto più trasparente. Paci ha aggiunto: «Siamo la prima Regione a statuto speciale a puntare su obiettivi, pensiamo all’edilizia scolastica e al lavoro, e a ogni passaggio sarà possibile monitorare gli effetti della spesa sull’economia e sul sociale». Tra le altre delibere quelle dell’assessore al Turismo, Francesco Morandi, che ha accorpato più finanziamenti per concentrali sulla promozione della Sardegna nei mercati internazionali. (ua)
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