La Nuova Sardegna

Autonomia, lo Statuto è troppo vecchio

I suggerimenti degli ex consiglieri regionali e degli ex parlamentari per la stagione delle riforme

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CAGLIARI. Lo Statuto speciale va azzerato e rivisto, oppure per il rilancio dell’autonomia basterrebbe applicarlo fino all’ultimo comma? È intorno a questo interrogativo che la commissione Riforme del Consiglio regionale, presieduta da Francesco Agus, si è confrontata ieri con le associazioni degli ex consiglieri regionali ed x parlamentari. Maria Rosa Cardia, presidente della prima associazione, non ha scelto formule, non si è dilungata sulla possibile procedure, ma è stata chiara nel dire: «Lo Statuto è nato con limiti evidenti e ora è uno strumento vecchio. La stagione delle riforme oggi è urgente se vogliamo difendere l’autonomia, renderla moderna e partecipata». L’identità culturale del popolo sardo – ha continuato Cardia – è «il punto forte da cui partire nel momento in cui vogliamo ricontrattare con lo Stato la nostra specificità». Concetto ripreso anche dal vicepresidente degli ex consiglieri regionali, Paolo Fois: «Invochiamo e chiediamo di essere risarciti dallo Stato e dall’Europa per lo svantaggio dell’insularità. È giusto, ma oggi prima di tutto dobbiamo pretendere che gli organismi internazionali riconoscano senza più incertezze l’identità culturale e linguistica della Sardegna, per riaffermare due valori fondamentali: la diversità e anche la nostra resistenza ai processi omologanti della globalizzazione». Nel confronto il consigliere regionale Roberto Deriu (Pd) ha espresso forti perplessità sulla revisione dello Statuto: «Dal punto di vista tattico – ha detto – sarebbe meglio pensare di dare piena attuazione alla nostra Carta autonomistica oggi protetta dalla Costituzione». Per la minoranza, Michele Cossa (Riformatori) ha detto che «l’identità culturale può essere una strada da percorrere, ma non è quella maestra. Tutti oggi rivendicano maggiori spazi in nome della loro specialità e dunque rischiamo di essere deboli. Allo Stato oggi dobbiamo chiedere più poteri in nome di una nuova autonomia». È stato questo anche il tema dell’intervento di Giorgio Carta, presidente dell’associazione degli ex parlamentari sardi. «Non c’è dubbio – ha detto – il patto con lo Stato deve essere aggiornato e il Consiglio regionale deve sentire su di sè l’obbligo di rivedere lo Statuto per puntare a una nuova e reale autonomia della Sardegna e che certo non può essere messa in discussione». Interessante il contributo di Raffaele Manca, ex consigliere regionale. «Va ripristinato e ripensato un sistema di controllo sugli Enti locali che protegga amministratori e cittadini. Per chi governa i Comuni è alto il rischio di cadere in irregolarità, mentre oggi i cittadini hanno un solo modo contrastare quello che ritengo un atto illegittimo: il ricorso giudiziario. I controlli interni preliminari, come c’erano una volta, metterebbero al riparo e in sicurezza tutti».

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