La Nuova Sardegna

Palazzo di città

Borodin e Dvorak nella bella interpretazione di Ellipsis

di Antonio Ligios

SASSARI. Prosegue a Palazzo di Città la stagione dei Concerti di Primavera, strutturata dall’Associazione Musicale Ellipsis – che la promuove e la organizza ormai da diversi anni – in un cartellone...

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SASSARI. Prosegue a Palazzo di Città la stagione dei Concerti di Primavera, strutturata dall’Associazione Musicale Ellipsis – che la promuove e la organizza ormai da diversi anni – in un cartellone vario ed interessante, composto da una decina di manifestazioni musicali. L’ultimo concerto ha avuto per protagonista l’Ensemble Ellipsis, formato da Fortunato Casu e Alessandro Puggioni (violini), Gioele Lumbau (viola), Fabio e Roberto De Leonardis (violoncello e pianoforte). Molto bello il programma, dedicato per l’appunto al quintetto con pianoforte: un tipologia di organico strumentale che ha ispirato grandi compositori, i quali a questo ensemble hanno dedicato sommi capolavori quali l’op. 34 di Johannes Brahms o l’op. 44 di Robert Schumann, solo per citarne alcuni.

Il programma del concerto si rivolgeva invece a quella parte della letteratura cameristica ottocentesca nutrita dall’opera di compositori dell’Est europeo, che per la prima volta si affacciano nel panorama di una cultura musicale del vecchio continente dominata da Italia, Francia e Germania. Il Quintetto in Do minore op. 62 del russo Alexander Borodin, con cui si è aperto il concerto, è un’opera che risale al 1862 e che presenta una felice invenzione melodica, una patina timbrica scura e pastosa, ma anche qualche impaccio sul piano formale nel primo movimento.

Di ben altro spessore compositivo il Quintetto n. 2 in La maggiore op. 81 del compositore ceco Antonin Dvorak, scritto esattamente dieci anni dopo e chiaramente improntato ad una ispirazione romantica, dai tratti brahmsiani, condizionata da elementi melodici di matrice popolare: un’opera non a caso tra le più conosciute ed eseguite di Dvorak, che evidenzia anche la grande maestria del compositore nel trattare la forma, in particolare nel primo e nell’ultimo movimento, caratterizzati da una raffinata elaborazione tematica.

Di questi due lavori l’Ensemble Ellipsis ha offerto altrettante letture caratterizzate da un ottimo equilibrio strumentale e da un profondo spirito cameristico, tutte qualità che hanno giovato ad una resa ottimale del discorso musicale soprattutto del Quintetto di Dvorak, la cui condotta interpretativa è stata caratterizzata da una grande forza espressiva, sia nei momenti più malinconici che in quelli appassionati.

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