La Nuova Sardegna

L’agricoltura rischia di perdere 165 milioni

di Alfredo Franchini
L’agricoltura rischia di perdere 165 milioni

Fondi europei, la spesa del settore va a rilento. Missione a Bruxelles dell’assessore Falchi

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CAGLIARI. L'assessore all'Agricoltura, Elisabetta Falchi, è in missione a Bruxelles per cercare la quadratura di un cerchio impossibile: se il ritmo di spesa rimane costante sono a rischio 165 milioni di euro. E' allarme rosso per un settore dalle immense possibilità, (l'agroalimentare è uno dei pochi settori che è cresciuto nell'ultimo anno), e che invece si ritrova sempre e solo a inseguire le varie emergenze.

Dai report pubblicati dalla rete rurale nazionale si evince che il livello di spesa totale in agricoltura (al 30 aprile di quest'anno) ammonta a 845.242.572 euro e che entro il prossimo dicembre bisogna spendere 174.522.505 euro.

Il 2014 s'è iniziato davvero male per l'agricoltura sarda: nei primi quattro mesi sono stati spesi solo 9.406.000 euro (media mensile 2.351.500), ecco perché, con questo ritmo, si rischia la perdita di 165 milioni. (La speranza è che nella seconda parte dell'anno, il ritmo aumenti in progressione, come spesso avviene). Ma il problema resta: entro il 2015 la Sardegna deve spendere 439.504.000 euro, cioè la differenza fra le somme a disposizioni e quelle spese. Per ora la spesa media mensile negli 86 mesi trascorsi dall'inizio del quadro di sostegno è di 9.828.000 euro.

La maggior parte della spesa residua riguarda investimenti i cui tempi di esecuzione sono lunghi e dunque possono mettere a rischio il raggiungimento degli obiettivi di spesa con il conseguente disimpegno delle risorse finanziarie da parte della Commissione europea".

E' evidente come la politica agraria comunitaria possa portare a una strategia che cosenta all'agricoltura sarda di crescere; i presupposti ci sono tutti, a cominciare dalla disponibilità di superficie agricola, decisamente superiore rispetto alle altre regioni italiane. Eppure, a fronte di tanto suolo inutilizzato, l'agricoltura sarda ha un peso di circa 1,4 miliardi di euro contro i cinque dell'Emilia, del Veneto e della Lombardia che dispongono di una superficie agricola inferiore.

"Siamo molto preoccupati", afferma Battista Cualbu, presidente regionale della Coldiretti, "l'agricoltura con le risorse comunitarie potrebbe portare molte volte di più di quanto stanzi direttamente l'assessorato".

Le opportunità della politica agricola comunitaria sono comunque legate al nuovo ciclo di programmazione 2014-2020. Le sfide riguardano i pagamenti diretti ma soprattutto la "nuova" filosofia che dovrebbe ispirare tutta la nuova programmazione con la costruzione di un Programma di sviluppo rurale. Un risultato che si può raggiungere sburocratizzando il settore e rimettendo mano al ruolo degli enti agricoli. Si tratta, in sostanza, di avvicinare la politica agraria comunitaria sempre di più alle esigenze delle imprese. Ormai il tempo stringe per le verifiche sulla spesa dei fondi europei. Alcuni rappresentanti della Commissione saranno a Cagliari martedì e mercoledì prossimi per la riunione del Comitato di sorveglianza del Por ma anche la missione dell'assessore Falchi rientra nelle verifiche chieste da Bruxelles.

"E' necessario dare un orientamento chiaro all'agricoltura dei prossimi anni", spiega Cualbu. In sostanza la Regione deve definire la strategia indicando su quali settori investire e a questi dovranno seguire le politiche che possano superare l'assistenzialismo e aprire veramente al mercato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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