L’esperto contesta la perizia: «Molti valori fuori norma»
LANUSEI. La perizia di Mario Mariani, incaricato dal Gup di Lanusei di verificare se il poligono interforze del Salto di Quirra è inquinato o meno dalle attività militari, ha innescato una reazione a...
LANUSEI. La perizia di Mario Mariani, incaricato dal Gup di Lanusei di verificare se il poligono interforze del Salto di Quirra è inquinato o meno dalle attività militari, ha innescato una reazione a catena che difficilmente si fermerà prima dell'udienza del 18. Cioè il giorno in cui sarà valutata in contradditorio con i consulenti della Procura e delle parti civili.
Un'autorevole voce di dubbio sulle conclusioni di Mariani arriva da Massimo Coraddu, fisico, consulente del dipartimento di Energetica del Politecnico di Torino ed ex ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
«In udienza - dice - vedremo se la sentenza assolutoria del professor Mariani resisterà a una verifica tecnica e scientifica. Ma al di là di questo, ritengo sia importante intervenire oggi perché si stanno diffondendo notizie non vere. Si sta infatti dicendo che l'unica sostanza inquinante pericolosa rilevata oltre la soglia di sicurezza è l'arsenico. Non è vero. Tutti i campioni risultano arricchiti oltre le soglie di campionamento previsto per più di una sostanza».
«Sono stati rilevati - continua Coraddu - soprattutto rame, zinco, piombo, mercurio, tallio, cadmio e antimonio. Uranio e Torio, pur arricchiti rispetto alla litologia, non essendo normati dal dlgs 152/06, non vengono segnalati in alcun modo. D'altra parte i campioni di suolo superficiale di Mariani sono molto pochi (appena 125 contro i 640 analizzati a suo tempo da SGS-ARPAS). È quindi è logico che l'analisi di Mariani sia molto più povera».
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