Nuove speranze perché fra Nicola diventi santo subito
CAGLIARI. I devoti di fra Nicola da Gesturi, che oggi festeggiano il quindicesimo anniversario di beatificazione di “frate silenzio”, hanno una speranza: vederlo canonizzato al più presto. Un...
CAGLIARI. I devoti di fra Nicola da Gesturi, che oggi festeggiano il quindicesimo anniversario di beatificazione di “frate silenzio”, hanno una speranza: vederlo canonizzato al più presto. Un tribunale diocesano è stato già costituito a Cagliari per esaminare le segnalazioni di fatti straordinari attribuiti all’intercessione del cappuccino morto l’8 giugno 1958. Il vicepostulatore della causa di santificazione, padre Ignazio Melis, tra i suoi compiti principali ha anche raccogliere lettere, documenti, perfino testimonianze riferibili all’intervento prodigioso di fra Nicola. Il materiale finirà in un dossier destinato al tribunale diocesano e, successivamente, agli esperti della Congregazione per le Cause dei santi per una valutazione definitiva. «Mi arrivano telefonate e lettere che comunicano guarigioni apparentemente inspiegabili. Registro tutto – dice padre Melis– e chiedo la documentazione, che trasmetto al tribunale. Io non posso fare altro che invitare alla preghiera. Se è desiderio di Dio che il beato fra Nicola diventi santo, sicuramente quel momento arriverà». Il vicepostulatore è molto attento a rispettare regole e procedure stabilite dalla Chiesa. Basta un errore per ritardare e spostare nel tempo l’esame di rilevanti documentazioni relative alla santità. In Vaticano non amano culti e devozioni pubblici in assenza di pronunciamenti ufficiali del Papa. Il beato fra Nicola è un “osservato speciale”. Stasera, nel giardino del convento cagliaritano dei cappuccini, la messa celebrativa annuale sarà presieduta dal cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione per i Santi, profondo conoscitore della vita e dell'opera di fra Nicola, dal porporato portoghese proposto per la beatificazione, avvenuta il 3 ottobre 1999 in piazza San Pietro ad opera di Giovanni Paolo II. Per la canonizzazione la Chiesa prevede un miracolo, diverso da quello richiesto per la beatificazione. Solo il papa può dispensare da questa condizione.
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