La Nuova Sardegna

I primi quattro anni di uno spazio libero

di Antonio Mannu
I primi quattro anni di uno spazio libero

Bilancio positivo con spettacoli, dibattiti e mostre per il compleanno del centro ospitato nella ex Questura di Sassari

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SASSARI. «La politica costa tanto quando parte dal basso. Ma costa troppo quando si sviluppa solo attraverso la delega. La delega a chi governa, amministra, fa politica di mestiere. Farla partendo dal basso è faticoso e difficile, ma è possibile. Soprattutto è necessario». Parla così un anziano signore, già rappresentante del municipio romano in cui ricade Tor Sapienza. Prende spunto dalla storia del Metropoliz, ex salumificio abbandonato. Dal 2009 ci abitano 200 persone, italiane e di altri paesi. Dice che conoscere quel luogo gli ha cambiato la vita e lo ha portato a ragionare in termini diversi rispetto al rapporto tra istituzioni e istanze e necessità sociali. La cui soddisfazione può aprire nuove scene. L'occupazione di una fabbrica dismessa ha assolto al bisogno abitativo di molte famiglie, ma ha anche dato vita a un’esperienza multiculturale, un nuovo tipo di convivenza urbana fatta di integrazione, autogestione e recupero, restituendo uno spazio alla città.

La storia di questo luogo è raccontata bene da “Space Metropoliz”, film di Fabrizio Boni e Giorgio De Finis, proiettato lo scorso 23 maggio all’Ex Q di Sassari per iniziativa del Collettivo Aliment(e)azione. Una delle proposte per il quarto anniversario di occupazione del vecchio edificio della Questura di Sassari, ora un Centro culturale, uno spazio aperto alla città, nato per dare risposta a esigenze non risolte, spesso ignorate. Un luogo che non ha avuto vita facile e ha conquistato piano la sua dimensione. Dove avvengono cose importanti, che altrove non hanno cittadinanza. Come il John Cage MusicCircus, caleidoscopico evento musicale realizzato da Simone Sassu nell’agosto del 2011, raccontato in “Suoni e Altri Silenzi”, video documento curato da “Ottobre in poesia” e “Morepost”, proiettato lo scorso 22 maggio, serata di apertura dei tre giorni di festa. Durante la quale Officine Fotografiche CaniperStrada, in collaborazione con l'associazione Ogros, ha organizzato un “colloquio” sulla fotografia, dedicato a raccontare l'importante e straordinario lavoro di documentazione sulla “ziddai” realizzato da Salvatore Masala a partire dai primi anni 70.

Durante l'incontro, a cui ha partecipato anche Marco Ceraglia, si è parlato di spazi e di opportunità, rivendicando un ruolo per la fotografia e per chi la pratica, come ha detto Masala più volte, «soprattutto cercando di essere il più onesto possibile».

Sempre il 23 maggio, dopo la proiezione del film sul Metropoliz, un pubblico folto e appagato ha goduto dell'intenso concerto dei Pontiak, tre fratelli originari della Virginia, che hanno davvero regalato il loro rock variegato, acido e largo. Anche i Pontiak, come tutti i coinvolti nella celebrazione per l'Ex Q, hanno partecipato gratis a favore della messa in sicurezza dello stabile di via Angioy 1. Sabato 24 ai Giardini Pubblici al mattino si sarebbe dovuta tenere, a partire da delle improbabili 10 e 30, l'assemblea di presentazione del progetto Ex Q. Unica nota stonata nella polifonia per 4 anni, l'incontro è saltato per ragioni non precisate. Ma ci si ben è consolati con il colore del seminario aperto di Capoeira, guidato da Mestre Celinho e Prof Beriba, e con il prelibato cibo dell'anima preparato dai fantastici ortolani di Malerbe, casa di autoproduzione di Alghero specializzata in agri-cultura e in molto altro. Un gruppo di belle persone da seguire con attenzione. In serata musica con tanti gruppi del Nord Sardegna e chiusura con Dj nella sala da ballo dell'ex Q.

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