La Nuova Sardegna

Pd: tre province e un’area metropolitana

L’assessore Cristiano Erriu presenta il progetto di riordino. Gianmario Demuro parla di grandi riforme

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CAGLIARI. I quattro «lunedì dei Democratici», voluti dal Pd per riempire di contenuti i mesi che mancano all’elezione del nuovo segretario, sarà a fine ottobre, si sono aperti con la stagione delle riforme. Davanti alla direzione regionale, gli assessori Gianmario Demuro (Affari generali) e Cristiano Erriu (Enti locali) hanno presentato quello che la Giunta ha in mente di fare per restituire efficienza alla «macchina Regione» e chiudere il «vuoto che si è aperto dopo la soppressione delle Province».

Enti locali. La proposta di transizione della Giunta è stata questa: tre province, Sassari, Nuoro e Oristano, e un’Area metropolitana di Cagliari, con un territorio che dovrà avere competenze anche sul Sulcis e il Medio Campidano. È di transizione in attesa che «la Sardegna – ha detto Erriu – sia poi divisa in grandi distretti comunali, intorno ai 30mila abitanti amministrati, e dunque caratterizzata da una forte Unione fra i municipi». Il futuro – secondo la Giunta – è proprio quello di «aggregare fra loro i Comuni», per poi trasferire ai distretti almeno quattro competenze fondamentali: scuola, servizi sociali, sanità e ambiente. «Dobbiamo puntare – ha aggiunto – a razionalizzare i costi, cioè a ridurli, ma senza diminuire la qualità dell’offerta ai cittadini». Su questo punto è poi intervenuto Pier Sandro Scano, sindaco di Villamar e prossimo probabile presidente dell’Anci, l’elezione dovrebbe essere il 16 giugno: «Oggi ci sono ancora troppe diffidenze fra i territori, ma non possiamo più ragionare su microrealtà amministrative. Se vogliamo fermare lo spopolamento e riprendere a parlare di sviluppo – ha aggiunto – i servizi fra i Comuni dovranno essere associati». Stesso discorso è stato ripreso da Salvatore Sanna, ex sindaco di Villasimius: «È indispensabile semplificare il rapporto fra la Regione e i Comuni, mentre oggi è tortuoso con costi anche esagerati». Erriu ha confermato che la «Regione comunque deve fare in fretta per non essere superata dal dinamismo del governo Renzi».

La macchina. Quella della Regione è da troppo tempo bloccata e rigida, ha detto in apertura l’assessore Demuro. «Serve un intervento incisivo – ha aggiunto – e lo stesso dobbiamo proporlo per lo Statuto e potrebbe essere giusto ripartire dalla Legge Statutaria del 2009 poi decaduta». Sulla riorganizzazione della Regione, degli enti e delle Agenzie, Demuro ha annunciato che «su Sardegna Promozione (più volte contestata e finita anche sotto inchiesta da parte della Procura) la Giunta prima dell’estate presenterà una proposta complessiva». L’assessore non ha detto quale sarà, ma è sempre più probabile che Sardegna Promozione finisca per essere cancellata dalla mappa delle Agenzie. Sugli altri enti, sulle altre agenzie e anche sulle società controllate – ha aggiunto Demuro – «ogni assessorato è impegnato in un monitoraggio che sarà la base dell’annunciato riordino con questo obiettivo finale: ridurre le spese di funzionamento». L’assessore ha detto ancora che «sull’organizzazione della struttura amministrativa e del personale la Giunta ha in mente servizi trasversali fra i vari assessorati e delocalizzare le funzioni». Come detto in altre occasioni, la scelta è fra il modello della Lombardia, con l’istituzione del segretariato generale, e quello della regione Puglia basato sui dipartimenti. «Ora – ha detto Demuro – ci aspettiamo il contributo di tutti, dalla maggioranza all’opposizione, per scegliere quello giusto per la nostra Regione». Sulla riforma dello Statuto ha detto poi che «basterebbe anche un emendamento dei parlamentari del Pd in un prossimo progetto di revisione costituzionale», ma bisogna prima decidere o meno «se vogliamo partire dalla Legge Statutaria del 2009». È questa la strada che dovrà essere seguita secondo l’europarlamentare Renato Soru, mentre il deputato Siro Marrocu ha detto: «La decisione spetta al Consiglio e non alla Giunta». Ma per l’ex presidente dell’Aula, Giacomo Spissu, la necessità è soprattutto una: «Bisogna passare subito dalle idee ai progetti realizzabili. Altrimenti non saremo più al passo con i tempi». (ua)

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