Pierpaolo Vargiu sceglie il silenzio
Il parlamentare di Scelta Civica non ha risposto all’invito del pm
CAGLIARI. La linea difensiva più diffusa sembra quella di non rispondere alle domande del pubblico ministero: invitato a comparire con l’accusa di peculato nell’inchiesta-bis sui fondi ai gruppi, anche Pierpaolo Vargiu - oggi parlamentare di Scelta Civica, nel gruppo dei Riformatori quand’era consigliere regionale - ha preferito il silenzio. Parlerà quando l’indagine sarà chiusa e tutti gli atti del procedimento saranno messi a disposizione della difesa. Ieri doveva essere anche la giornata di Luciano Uras, ex Rifondazione comunista, ma il parlamentare ha chiesto un rinvio del faccia a faccia con la polizia giudiziaria. Il calendario degli interrogatori prevede per oggi una pausa. Si riprenderà domani con gli esami di Attilio Dedoni, Franco Sergio Pisano e Gavino Raimondo Cassano, tutti del gruppo dei Riformatori nella legislatura 2004-2009. Giovedì invece sarà sentito fra gli altri Silvestro Ladu, ex Fortza Paris poi senatore del Pdl, già sotto processo: il pm Cocco gli ha fatto notificare nuove contestazioni cui l’ex parlamentare sarà chiamato a dare spiegazioni.
Per tutti l’accusa avanzata dalla Procura è la stessa: peculato aggravato per aver usato impropriamente e comunque non rendicontato come prevede la legge somme di denaro destinate all’attività politico-istituzionale dei gruppi consiliari. Il dibattimento principale, in cui sono imputati i primi diciotto onorevoli ed ex onorevoli sardi, riprenderà il 20 giugno con la terza audizione di Ornella Piredda, la teste-chiave della Procura, autrice delle denunce che hanno dato il via all’inchiesta.
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