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Indorama compra in Turchia ma nell’isola impianti fermi

di Federico Sedda
Indorama compra in Turchia ma nell’isola impianti fermi

OTTANA. Ora è ufficiale: Indorama Ventures, partner tailandese del gruppo Clivati in Ottana Polimeri, ha concluso l’acquisto di Artenius Turkpet, una fabbrica turca che produce Pet, lo stesso...

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OTTANA. Ora è ufficiale: Indorama Ventures, partner tailandese del gruppo Clivati in Ottana Polimeri, ha concluso l’acquisto di Artenius Turkpet, una fabbrica turca che produce Pet, lo stesso prodotto che esce dallo stabilimento della Sardegna centrale. L’operazione, avviata lo scorso gennaio, è stata perfezionata nell’ambito della messa in liquidazione, per insolvenza verso le banche spagnole, degli asset del gruppo catalano La Seda de Barcelona, a cui apparteneva la fabbrica turca. Gli impianti chimici, che si trovano ad Adana, nell’omonima provincia della Turchia, hanno una capacità produttiva di circa 130 mila tonnellate di Pet all’anno. Con un provvedimento firmato a febbraio, il tribunale fallimentare di Barcellona aveva autorizzato La Seda a cedere la controllata azienda turca alla multinazionale tailandese che aveva presentato un’offerta al commissario liquidatore. Ora l’operazione è andata a buon fine. Al contrario di quella analoga tentata da Ottana Polimeri con la presentazione di un’offerta per l’acquisto, con la procedura fallimentare, dello stabilimento chimico Artenius Italia, di San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine, sempre di proprietà della Seda. L’operazione, tentata il 7 maggio, non è andata in porto per un vizio di forma nella presentazione dell’offerta. Paolo Clivati ha fatto sapere che sta valutando la possibilità di fare ricorso. Al di là dei risultati, le due operazioni, quella riuscita in Turchia e quella fallita in Friuli, evidenziano, comunque, che Indorama, da sola o in joint venture con Ottana Polimeri, punta all’acquisizione di nuove quote del mercato internazionale del Pet attraverso l’acquisto di nuovi stabilimenti chimici. Il tutto mentre la fabbrica di Ottana è ferma da quasi quattro mesi, con i lavoratori in cassa integrazione ordinaria a rotazione. La fermata produttiva di Ottana Polimeri è cominciata con il blocco degli impianti dell’acido tereftalico purificato (Pta), materia prima precursore del Pet a monte del ciclo produttivo, ed è proseguita a valle con la fermata, a marzo, degli impianti della polimerizzazione (Poly). Il tutto giustificato con la crisi del mercato del Pet, invaso da un prodotto a costo inferiore rispetto a quello di Ottana, e dalla necessità di fare manutenzioni e, in particolare, di sistemare un compressore da parte dei tecnici della Siemens, in Germania. La fermata, tuttavia, sta tirando per le lunghe, provocando qualche preoccupazione tra i lavoratori che vedono allungarsi sempre di più i tempi della ripresa produttiva.

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