Lai (Pd): richieste da condividere
La politica si spacca: positivi i commenti del centrosinistra, critico il centrodestra
SASSARI. Il centrosinistra plaude alle proposte di Francesco Pigliaru. Dal Pd a Sel, ma anche dalla Cgil, è un coro di commenti positivi sulla trasferta romana del governatore. «L'analisi e le proposte fatte dal presidente Pigliaru – afferma il segretario regionale del Pd, Silvio Lai – sono richieste correttissime e serie che vanno nella direzione di una collaborazione tra Stato e Regione ma a condizioni nuove per sanare una situazione innaturale. Se il sistema della Difesa vuole mantenere questa struttura che impegna così tanto la Sardegna, comunque da mitigare come impegno territoriale, lo stesso sistema deve mettere in campo una compensazione industriale. Non una sperimentazione di piccole cose. Finmeccanica e strutture collegate potrebbero produrre in Sardegna anziché in Piemonte». Anche Michele Piras, deputato di Sel, dichiara di essere rimasto molto soddisfatto dall’audizione alla Camera di Pigliaru. «Ha colto la complessità del tema, le implicazioni per il territorio, sulla salute, sull'ambiente, sul diritto all'autodeterminazione». Piras sollecita il governatore a convocare i parlamentari e i consiglieri regionali sardi per un confronto serrato sul tema prima della Conferenza del 18 giugno e arrivare così a una posizione unitaria di tutto il centrosinistra. Con Pigliaru anche il segretario regionale della Cgil, Michele Carrus. «La riduzione delle servitù militari e il contestuale riequilibrio delle compensazioni statali – dice il sindacalista – è una battaglia che collima perfettamente con rivendicazioni storiche del sindacato, perché stiamo ancora subendo una situazione anacronistica inaccettabile». «La Sardegna negli ultimi 40 anni ha già dato – aggiunge la deputata Pd Caterina Pes –. Pigliaru è andato giustamente a chiedere conto di una situazione che per troppo tempo ci ha penalizzato». Tra i partiti dell’opposizione i pochi commenti sono di tutt’altro tenore. Pierpaolo Vargiu, deputato dei Riformatori, sostiene che «Pigliaru rinuncia ad alzare la voce nei rapporti con Roma e preferisce mitigare e riequilibrare, mentre 30mila ettari di Sardegna rimangono ostaggio dello Stato». Il leader di Unidos, Mauro Pili, va giù pesante e dice che «sul tema delle servitù la Regione si fa servitù dello Stato. Una posizione debole, da tappetino istituzionale, senza chiarezza su tempi e modi, nessuna parola sul disastro ambientale né sulla violazione dei siti comunitari in cui ricadono le servitù militari». (al.pi.)
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