La Nuova Sardegna

Arst, a rischio 500 posti di lavoro

La Cisl trasporti accusa la Regione: «Pesanti tagli all’occupazione e ai servizi»

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CAGLIARI. Cinquecento dipendenti dell'Arst a rischio licenziamento. A denunciare il pesante taglio è la Cisl Trasporti. Tutto ha origine dalla delibera della giunta Pigliaru del 27 maggio che impone una sforbiciata dal 25 per cento delle risorse al trasporto pubblico locale, più un ulteriore 5% di riduzione della spesa corrente. «L'Arst sta predisponendo due ipotesi di intervento – sostiene il segretario regionale di Cisl Trasporti, Valerio Zoccheddu –. La prima prevede la cessazione dell'intera attività di trasporto ferroviario, che vale 20 milioni di euro di costi, con il licenziamento di oltre 400 dipendenti. La seconda, invece, prevede un taglio del trenino verde e la chiusura delle tratte turistiche per un risparmio di 6 milioni e un corposo intervento di tagli dei collegamenti su gomma per i paesi dell'interno con un conseguente taglio di personale per circa 500 dipendenti». Gli effetti della delibera non riguardano solo l'Arst, ma anche le aziende urbane. «Analoghi tagli di servizi e personale verranno effettuati alla Ctm, Atp Sassari, Atp Nuoro, Aspo Olbia, che valgono un altro centinaio di dipendenti – denuncia ancora Zoccheddu –. Crediamo che il presidente Pigliaru, prima ancora dell'assessore ai Trasporti, Massimo Deiana, che aspettiamo ci convochi per conoscere quali sono i progetti di "rilancio" dei trasporti, debba dare risposte riguardo alle conseguenze che i tagli hanno per la Sardegna, sia per l'occupazione che per i mancati servizi offerti ai cittadini. Altro che fare annunci roboanti su supertreni veloci, qui siamo allo smantellamento dello già scarso servizio di trasporto, più vicino a paesi del terzo mondo che a un paese occidentale. Non possiamo permettere che la Sardegna venga spogliata di quel poco di trasporto che le è rimasto». (al.pi.)

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