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pili: l’ammiraglio ha parlato di sequestri nel poligono

Giallo sui sigilli a Teulada ma la Procura smentisce

Giallo sui sigilli a Teulada ma la Procura smentisce

SASSARI. Spunta un mini-giallo su un passaggio dell’audizione alla Camera del capo di Stato maggiore della Difesa. L’ammiraglio Binelli Mantelli l’altro ieri ha spiegato che nel poligono di Teulada...

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SASSARI. Spunta un mini-giallo su un passaggio dell’audizione alla Camera del capo di Stato maggiore della Difesa. L’ammiraglio Binelli Mantelli l’altro ieri ha spiegato che nel poligono di Teulada non si è fino a questo momento potuto procedere alle bonifiche per via del sequestro giudiziario al quale è stata sottoposta la base. Mauro Pili, presente in parlamento,rilancia l’informazione attraverso le agenzie di stampa, facebook e la posta elettronica, accusando le istituzioni di aver fatto calare un top secret assoluto su quest’area sottoposta a rigidi vincoli militari. Ma nel giro di qualche ora la procura della Repubblica di Cagliari smentisce: in apparenza, il deputato di Unidos, ma poi di fatto - come si capirà meglio poco più tardi - lo stesso capo di Stato maggiore. Il quale, come risulta dal resoconto stenografico della seduta e da altre conferme esterne, quella dichiarazioni le ha fatte davvero. Non si sa se magari per un equivoco o un’errata trascrizione nell’intervento scritto letto in commissione dove Teulada potrebbe essere stata scambiata per il Pisq Quirra-Capo S. Lorenzo, dove i sigilli risultano effettivamente ordinati dalla magistratura nel quadro dell’inchiesta sul disastro ambientale.

Ma che cos’è successo allora? Ecco le tappe della storia. Nell’audizione pomeridiana di martedì scorso Binelli Mantelli ha parlato di monitoraggi che a Teulada hanno evidenziato una contaminazione da Torio. E ha assicurato che l’opera di risanamento sarà avviata. «Ma al momento – ha aggiunto – l’autorità giudiziaria non ha autorizzato l’esercito Italiano a iniziare la bonifica in quanto il territorio è stato sottoposto a sequestro preventivo per l’ipotesi del reato di inquinamento ambientale».

La circostanza è stata però negata nel modo più assoluto dalla magistratura cagliaritana dopo che l’informazione data dall’ammiraglio ieri mattina era stata rilanciata da Pili. Che nel pomeriggio ha reso noto tutti i contenuti del documento depositato dal capo di Stato maggiore della Difesa, ora agli atti della commissione.

Le dichiarazioni rese dall’ammiraglio sono state confermate dal deputato di Sel Michele Piras, anche lui in possesso delle carte ufficiali nelle quali si parla di sequestro preventivo . «Del resto, questa non mi è apparsa la sola nota stonata nell’audizione – ha aggiunto il parlamentare di Sinistra e Libertà – A un certo punto l’ammiraglio ha fatto riferimento anche a riduzioni delle servitù già in atto nell’isola. Un quadro che non mi risulta. Tanto che dentro di me ho pensato, ironicamente, che forse stava riferendosi a qualche torre aragonese».

Comunque, da ulteriori riscontri è emersa l’assenza di qualsiasi sigillo nel poligono della Sardegna sud-occidentale. Mentre da parte della magistratura è stato ribadito che i riscontri richiesti a suo tempo dal pm, Emanuele Secci, sono legati ad altro genere di accertamenti. Nonostante non siano ancora concluse le analisi, i primi risultati escluderebbero infatti l’ipotesi di disastro ambientale nell’area.

Fatto che a quel punto ha spinto il deputato di Unidos ad attaccare. «Per quale motivo citare il sequestro per giustificare le bonifiche mai iniziate?», si è chiesto l’ex presidente della giunta regionale. Senza mancare poi di aggiungere che, «se la notizia si confermerà inesatta, ne deriverà l’ipotesi che i sardi e lo stesso parlamento italiano possano essere stati ingannati». (pgp)

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