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Jean-Luc Godard choc: «Marine Le Pen premier»

PARIGI. «Marine Le Pen dovrebbe diventare premier» di Francia: è l'ultima frase choc del regista franco-svizzero, Jean-Luc Godard, noto per il suo gusto della provocazione, in una intervista di due...

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PARIGI. «Marine Le Pen dovrebbe diventare premier» di Francia: è l'ultima frase choc del regista franco-svizzero, Jean-Luc Godard, noto per il suo gusto della provocazione, in una intervista di due pagine al quotidiano Le Monde. Dal calcio, fino al cinema e alla politica, per il maestro della Nouvelle Vague, la parola d'ordine è “cambiamento”. «Speravo che il Front National arrivasse in testa alle scorse elezioni europee – dice il cineasta, 83 anni, premio della giuria all'ultimo Festival di Cannes per “Adieu au langage” –. Trovo che Hollande dovrebbe nominare Marine Le Pen primo ministro». Motivo? «Fare in modo che le cose si smuovano un po’ – sottolinea Godard –. Affinchè si faccia almeno finta di smuoversi. Fare finta è sempre meglio che non fare nulla». Interrogato sull'exploit degli euroscettici e dell'estrema destra nel rinnovo del Parlamento di Strasburgo, lo scorso 25 maggio, il regista afferma: «Io non sono per loro. Ho solo voglia di un po’ di cambiamento. I grandi vincitori sono gli astensionisti, di cui faccio parte da molto tempo». E ricorda che in passato l'allora leader del Front National «Jean-Marie Le Pen aveva chiesto che venissi espulso dalla Francia». A una domanda sull'Europa, Godard risponde citando il caso di Daniel Cohn-Bendit, figura storica del maggio '68, che «se n'è andato dal parlamento europeo proprio quando l'Ue va male, è così triste».

Quanto alla «democrazia non è morta – continua Godard – ma non dovrebbe essere fatta in questo modo. Ci sono forse altri modi per costruirla». Già durante il Festival di Cannes, il celebre artista aveva detto a radio France Inter che «tanto vale mettere Marine Le Pen alla presidenza, tra cinque anni vediamo che succede e poi la mandiamo a casa».

Noto per le sue uscite polemiche, già nel 2010, il regista scatenò una controversia negli Usa, poco prima di ricevere l'Oscar alla carriera, per le sue posizioni su Israele e sugli ebrei. In un documentario del 1974, “Ici et ailleurs”, Godard - grande sostenitore della causa palestinese - aveva montato le immagini di Hitler con quelle dell'ex premier israeliano Golda Meir. Tanto che il Los Angeles Times si interrogò: «È un problema se Godard è antisemita?».

Alla vigilia del Mondiale di calcio di Brasile 2014, il regista dice infine che anche nel calcio c'è bisogno di «un po’ di cambiamento». «Ma i calciatori – sostiene – non hanno i mezzi intellettuali, culturali. Giocano solo con i loro piedi. Mentre nel cinema c'è tutto, mezzi, cultura, denaro, amore, creazione artistica e economia».

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