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Matrìca, lunedì parte il primo impianto

Matrìca, lunedì parte il primo impianto

All’inaugurazione potrebbe essere presente anche il premier Matteo Renzi, entro l’anno si accenderanno le altre due unità

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PORTO TORRES. Sarà inaugurato lunedì mattina, nell’area dell’ex Petrolchimico destinata ai progetti per la chimica verde, il primo impianto per la produzione di biomonomeri realizzato da Matrìca, la società nata dalla joint-venture tra Versalis e Novamont. Tra le notizie trapelate ieri anche quella che alla cerimonia possa intervenire il presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi. Ci saranno anche Daniele Ferrari e Katia Bastioli, rispettivamente presidente e Ad di Matrìca.

Per completare il primo impianto che fa parte del progetto innovativo del dopo-Petrolchimico, Matrìca ha investito circa 180milioni di euro e le difficoltà non sono certo mancate, tanto che i tempi si sono dilatati rispetto alle previsioni iniziali. Nei giorni scorsi - annunciando l’iniziativa - il presidente di Matrìca e Ad di Versalis Daniele Ferrari aveva parlato di 22 mesi spesi per ottenere i risultati e di due mesi per le ispezioni.

L’unità che verrà inaugurata lunedì è la prima delle tre previste dal piano di riconversione: produrrà monomeri, intermedi per la sintesi di bioplastiche, in particolare del Mater-Bi di terza generazione brevettato da Novamont.

I dati tecnici illustrati nel corso delle varie presentazioni, evidenziano che quello di Porto Torres è «il primo impianto al mondo che impiega la tecnologia di scissione ossidativa a basso impatto ambientale». L’impianto ha una capacità produttiva di circa 32mila tonnellate l’anno. I prodotti dell’impianto turritano partono dall’acido azelaico - appartiene alla famiglia degli acidi dicarbossilici - che oltre a entrare nella formulazione del Mater-Bi costituisce una base per plastificanti speciali ad alta viscosità e basso punto di scorrimento per il settore della lubrificazione, è un ingrediente anche per l’industria cosmetica e farmaceutica.

Gli altri due impianti dovrebbero entrare in funzione a Porto Torres entro l’anno: produrranno additivi per polimeri ed esterificazione. Una volta che il ciclo sarà completo, le tre unità di Matrìca produrranno nella zona industriale acido azelaico, una miscela meno pregiata di acido palmitico e stearico, acido perlagonico ed esteri C5 e C9 con relative glicerine.

Quello di lunedì è un primo passo in un percorso che finora è andato avanti tra alti e bassi, nella speranza di creare davvero a Porto Torres quel polo mondiale della chimica verde che dovrebbe consentire di superare la gravissima crisi accentuata dalla fine del ciclo della chimica pesante. E il discorso della chimica verde è legato, inevitabilmente, al processo delle bonifiche industriali, con tante e troppe cose da fare che forse solo in questi giorni hanno fatto registrare qualche novità importante.

Sono tante le nubi che ancora si addensano sulle iniziative della chimica verde per le quali, tra l’altro, avevano lottato anche gli operai della Vinyls che a più riprese avevano chiesto di essere ricollocati proprio nei nuovi impianti (cosa avvenuta solo per alcuni di loro). Il vero nodo è rappresentato dalla tutela dell’ambiente (dopo le devastazioni del passato ancora tutte da sanare) e dal ritorno occupazionale. E su questo fronte il confronto è ancora aperto. Il polo della chimica verde dovrebbe produrre circa 350mila tonnellate di biochemicals, «una piattaforma tecnologica innovativa supportata da un Centro di ricerca e impianti pilota all’avanguardia». (g.b.)

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