La Nuova Sardegna

Tariffe navi, la Regione vigilerà

Ordine del giorno unitario del Consiglio. Deiana: monitoraggio già in atto

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CAGLIARI. Il Consiglio regionale non ha negato un ordine del giorno unitario neanche alla continuità territoriale marittima e alla vigilanza sulle tariffe decise dalle compagnie private. A stimolare il dibattito è stata una mozione dell’ex presidente della Regione Ugo Cappellacci (Forza Italia), in cui tra l’altro c’era scritto: «La mia giunta ha cercato in tutti i modi di opporsi alla scellerata privatizzazione della Tirrenia, allo strapotere degli armatori privati nell’estate del 2011 e verso cui non possono esserci concessioni». Con il passare degli interventi, i toni si sono abbassati e qualche spigolo limato. Soprattutto dopo l’intervento dell’assessore ai Trasporti Massimo Deiana (è stato consulente del centrosinistra e del centrodestra) che si è detto favore a un ordine del giorno unitario, per poi aggiungere: «È già in atto un monitoraggio continuo delle tariffe, con aumenti che non condividiamo ma non abbiamo accertato finora prove di un cartello fra le compagnie». Secondo Deiana viaggiare in nave da e per la Sardegna «costa ancora ma molto meno se si prenota con un anticipo di 20-25 giorni». Resta molto critico agosto: «In quel mese le tariffe sono schizzate fino al massimo consentito già da metà marzo e purtroppo nell’alta stagione, luglio e agosto, le compagnie non applicano le promozioni previste negli altri mesi estivi. Siamo intervenuti sulle compagnie, ma va ricordato che in quei mesi anche Tirrenia agisce in regime di libero mercato». La Giunta ha infine annunciato: si costituirà in appello contro la sentenza del Tar che ha annullato le maxi sanzioni inflitte dall’Antitrust alle compagnie marittime private per il «cartello dei prezzi» del 2011.

L’ordine del giorno impegna la Regione ad avviare un costante monitoraggio delle tariffe, a segnalare al Garante per la concorrenza eventuali anomalie, a contrastare possibili «profili di illegittimità», cioè accordi commerciali sottobanco, e anche possibili futuri monopoli, come potrebbe accadere se la Tirrenia finisse nelle mani di un solo proprietario. Infine, l’ultimo impegno: «Ottenere maggiori poteri di indirizzo nella continuità territoriale marittima». (ua)

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