La Nuova Sardegna

Storia di una amante Elvira Serra racconta “L’altra”

di Luciano Piras
Storia di una amante Elvira Serra racconta “L’altra”

Dalla giornalista del Corriere un libro coraggioso e ironico Una vicenda vissuta in prima persona diventa narrazione

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di Luciano Piras

«Ecchessaramai? Sai quanti ne conosco così. Ma è separato, vero?». Il problema è che no che non è separato. Che lui, Mr Darcy, è si un manager impeccabile e perfetto sempre in viaggio per lavoro, ma ha moglie e figli. A Cagliari, forse. E per giunta la moglie non è neppure un mostro distratto e poco innamorato, ma una donna esattamente come lo sono tutte le donne. Il problema è che c'è il terzo incomodo: lei, l'amante, l'altra. «Una stronza, una rubamariti, una sfasciafamiglie avrei detto fino a qualche anno fa», confessa Elvira Serra, nuorese classe 1972, giornalista del Corriere della Sera, a Milano. Sì proprio lei che tra un servizio di inviata in capo al mondo e uno di società e costume, a un certo punto, e non è stata mica una scelta, si è trovata dall'altra parte. «A calzare quei panni» conferma. I panni dell'amante. Ruolo scomodo e sempre nel mirino. Tanto che quando la cronista ne parlò alla madre anche la madre si incupì.

"Ecchessaramai?", era stato il sussulto di signora Ida, mitica ostetrica che a Nuoro e dintorni ha aiutato a nascere centinaia di bambini. «Era preoccupata per me. Molto», racconta la figlia nel suo libro d'esordio, «L'altra. Storia di un'amante» (Mondadori, collana Strade blu saggi, 144 pagine, 16 euro), pubblicato il 22 aprile scorso e balzato subito in vetta alle classifiche dei libri più venduti.

Un libro «coraggioso, ironico, divertente», assicura Elvira Serra in un video promozionale. «Il mio primo libro», dice la scrittrice. «Cronista», precisa subito. «È da quindici anni che lavoro al Corriere della Sera», una rubrica fissa su F, «La forza delle donne». Scrive anche sul blog «La ventisettesima ora».

«L'idea del libro c'era da un po', soprattutto la voglia di misurarmi con cose nuove», va avanti, abituata com'è a scovare e raccontare storie, «quello che vedo e che vivo». Proprio come è successo con «L'altra». Il punto di vista dell'amante.

Facile bersaglio dei soliti benpensanti?

«Se ho raccontato questa storia, l'ho fatto perché è una storia universale, una storia che è mia come di tantissime altre donne che almeno una volta nella vita si sono trovate in questa situazione. E in questa situazione non mi devo vergognare di nulla».

Eppure fino a quattro anni fa se qualcuno le diceva che Tizio o Caio aveva l'amante, per lei l'amante era una stronza, chissà la moglie.

«Due anni fa, l'Altra sono diventata io. E ho cominciato a vedere le cose da un diverso punto di vista. Per carità, mi prendo tutte le mie responsabilità, ma non una briciola di più, questo no. Se c'è un'amante, infatti, c'è sempre un'altra storia parallela già frantumata o lì lì per frantumarsi. Chiaro. Eppoi c'è chi lo fa per scelta, chi per evadere, chi per fare esperienza, chi per questo e chi per quest'altro motivo. E c'è anche chi si ritrova immerso o immersa in un amore clandestino senza neanche saperlo».

Comunque sia ci vuole coraggio a raccontare la propria esperienza di amante...

«Sono coraggiosa di natura... ma in realtà con questo libro parlo semplicemente di una storia d'amore».

Una storia d'amore che ridà dignità ai sentimenti di tantissime donne altre. Semplicemente, si fa per dire. Lo stile della cronista è sì scorrevole, ma la storia non è certo facile.

«Io vengo da una famiglia semplice, pulita. E forse è proprio per questo che prima di consegnare il lavoro in mano a un editore, l’ho fatto leggere a mia madre. A dicembre scorso ho sentito la necessità di parlarne con lei. E come sempre mi ha incoraggiata. “Se te la senti, vai avanti, perché no?”, mi ha risposto. Mi colpì, invece, il modo in cui si rabbuiò quando le dissi che lui stava ancora con la moglie. Non lo faceva per moralismo, non era da lei. Vedeva solo tutta la difficoltà della situazione, e a quale rischio mi stavo esponendo».

“L'Altra” è stato ristampato dopo la prima uscita in libreria. Un successo per la Mondadori, un successo mancato per la Marsilio, che inizialmente doveva pubblicare il libro poi alla fine ci ha ripensato. Serra, tuttavia, non si è mai persa d'animo. Così ha bussato a Segrate, lei, l'altra, diploma al liceo classico Asproni di via Dante a Nuoro, laurea in Filosofia all'università di Cagliari, master alla Luiss di Roma. Breve parentesi da insegnante di Storia e filosofia al liceo linguistico delle suore di Maria Immacolata, a Nuoro, collaborazione con la casa editrice Ilisso, sempre a Nuoro, «leggevo e correggevo le bozze» ricorda.

Anche Lui, il protagonista di sesso maschile di questa storia, ha letto il libro? «Sì, l'ho avvisato», taglia corto l'autrice dando per scontato che avvisarlo fosse la cosa più ovvia del mondo.

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