La Nuova Sardegna

accusato di associazione sovversiva

Bellomonte sospeso dalle Ferrovie

di Nadia Cossu
Bellomonte sospeso dalle Ferrovie

Due mesi fuori dal lavoro a causa del processo in corso a Sassari

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SASSARI. A una settimana dall’inizio del processo per i diciotto imputati di associazione sovversiva con finalità di terrorismo, arriva una nuova tegola sul movimento politico di A Manca pro s’indipendentzia: le Ferrovie dello Stato hanno sospeso dal lavoro per due mesi Bruno Bellomonte, uno dei dirigenti storici del movimento e tra gli imputati al processo che si sta celebrando in corte d’assise a Sassari.

Una sospensione che i militanti di A Manca interpretano come «una persecuzione». Attraverso un comunicato stampa sottolineano che «ancora una volta “Arcadia”, l’operazione repressiva che portò all’arresto di dieci militanti indipendentisti di A Manca pro s’indipendentzia a luglio del 2006, manifesta la sua natura politica e persecutoria nei confronti dei compagni imputati».

La decisione delle Ferrovie ha lasciato di stucco Bellomonte (capostazione a Sassari) che ieri ha preferito non entrare nel merito. Si è lasciato andare soltanto a poche parole: «Non me l’aspettavo, ero già stato licenziato una volta e speravo che non si ripetesse più». E invece il 12 giugno è arrivata la comunicazione. «Hanno voluto sospenderlo sostenendo di essere venuti a conoscenza “di recente” della sua imputazione per la quale aveva già subìto un primo arresto nel 2006 – proseguono i militanti di A Manca – Questo nuovo atto persecutorio mostra come nei confronti di un lavoratore impegnato e politicamente “scomodo” la repressione vada ben oltre gli ambienti delle Procure».

Bellomonte era stato assolto in Cassazione a novembre del 2011 dall’accusa di terrorismo e siccome nel 2010 l’azienda lo aveva licenziato per assenteismo (era in carcere quindi chiaramente non poteva presentarsi a lavoro) aveva fatto causa per il reintegro e aveva vinto. Aveva passato un anno tra gli istituti di pena di Viterbo e Catanzaro con l’accusa di essere coinvolto nei preparativi di un attentato in occasione del G8 che avrebbe dovuto tenersi l’anno precedente alla Maddalena. Ma era stato assolto in via definitiva da questa accusa. Ora è sotto processo nell’ambito dell’inchiesta sugli attentati esplosivi che negli anni hanno colpito obiettivi diversi sparsi in tutta la Sardegna.

Secondo il pubblico ministero della Dda di Cagliari, Paolo de Angelis, dietro le intimidazioni e le attività di pianificazione terroristica ci sarebbe un’associazione ramificata in due distinte ma comunque collegate organizzazioni: Nuclei proletari per il comunismo e Organizzatzione indipendentista rivolutzionaria, «entrambe riferibili – sostiene il pm – al circolo di A Manca e prima del 2001 al circolo Moncada di Sassari» che servivano come «schermo pubblico a chi aderiva all’associazione sovversiva».

Ma A Manca pro s’Indipendentzia anche ieri ha fatto sapere che non mollerà: «Siamo sicuri che neanche questo nuovo attacco possa minimamente influenzare le idee politiche e la voglia di lottare del patriota Bellomonte. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a lui e a tutti gli imputati e indagati nell’ambito di questo procedimento penale che va avanti dal 2005».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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