Morace: «Ma l’isola non è la Croazia»
L’ad di Tirrenia: è una meta ambita e chi la sceglie sa che dovrà spendere anche per il pernottamento
SASSARI. All’accusa degli albergatori di non agevolare i flussi turistici verso l’isola, scoraggiando le famiglie a prendere il traghetto per via dei costi troppo alti, le compagnie di navigazione rispondono con la stessa moneta.
«La Sardegna non è la Croazia - spiega l'amministratore delegato di Tirrenia, Ettore Morace - chi sceglie l’isola la sceglie perché è uno delle mete più ambite al mondo e sa bene che dovrà spendere anche per il pernottamento in albergo. Come compagnia proponiamo diversi pacchetti risparmio rivolti a chi vuole venire nell’isola in bassa stagione - continua Morace - è chiaro che un biglietto nei mesi di luglio e agosto costa di più, ma lo stesso vale per i costi degli alberghi. Tra le novità che abbiamo proposto alla regione - aggiunge - c’è l’estensione delle tariffe residenti ai nativi e ai parenti dei nativi per tutto l'anno e per tutte le rotte». Morace ha anche garantito pochi giorni fa che, per tutelare i residenti rispetto alle tariffe promozionali estese a tutti, per i sardi sarà comunque prevista una riduzione del 10% rispetto alla migliore offerta. I residenti avranno, quindi, sempre una tariffa più vantaggiosa e quest'ultima novità potrebbe scattare entro la fine dell'anno. Nonostante i prezzi non siano calati la compagnia nel 2014 ha fatto registrare un 10 percento in più delle prenotazioni per i mesi estivi. «Abbiamo rinnovato completamente la flotta e ora i traghetti hanno una anzianità inferiore ai 10 anni - continua Morace - purtroppo dobbiamo tener e conto del costo del carburante che negli ultimi anni è aumentato del 113 percento e del fatto che durante l’inverno spesso le navi viaggiano vuote. Un solo viaggio costa alla compagnia tra i 30 e i 40 mila euro solo per il carburante». La Tirrenia proporrà alla Regione di ridurre a tre le corse settimali sulla rotta Cagliari-Civitavecchia nei periodi che vanno da novembre a metà dicembre e da metà gennaio a febbraio, escluso il periodo delle festività natalizie. «In quel periodo - spiega Morace - su quella rotta viaggiamo con 10-12 passeggeri e una decina di mezzi. Il che significa che incassiamo neanche mille euro e ne spendiamo 80mila, è chiaro che così è insostenibile».
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