La Nuova Sardegna

Scanu: troppi avvoltoi sull’ospedale

Il deputato Pd mostra ottimismo: «Sono certo che il primo marzo 2015 aprirà»

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SASSARI. Non ha la potenza mattonifera di don Verzè, né la fabbrica dei dollari del Qatar, ma il deputato Pd Gian Piero Scanu è uno dei padri del San Raffaele. È stato tra i primi sostenitori dell’idea del prete manager di creare in Sardegna una succursale del centro di eccellenza sanitario milanese. Scanu, quando la fondazione Monte Tabor è stata rasa al suolo dai debiti e dalle inchieste, ha lavorato a lungo per trovare una soluzione alternativa per non cancellare la struttura. Non si è mai arreso davanti alla possibilità di vedere chiuso per sempre il San Raffaele.

L’aut aut. E ancora oggi lo spirito guerriero non lo abbandona. L’esordio è col botto. «A tutti gli avvoltoi che ruotano intorno al San Raffaele nella speranza che qualcosa vada storto dico solo che possono mettersi comodi. O questo sarà un ospedale di eccellenza o l’edificio lo rado al suolo. Non sarà mai qualcosa di diverso».

L’ottimismo. Ma subito cancella le nubi. «Ci tengo a dire che dobbiamo stare tranquilli. L’ospedale si farà. Ne sono certo. E non lo dico solo per le parole dette dal governatore Francesco Pigliaru in queste ore. Il motivo della mia fiducia è semplice, il Qatar è un interlocutore serio, il premier Matteo Renzi e il sottosegretario Graziano Delrio lavorano per evitare qualsiasi ostacolo. Il presidente Pigliaru è determinato a chiudere l’accordo da subito. Il sindaco di Olbia, la giunta e il consiglio sono pronti a fare la guerra per vedere l'apertura dell’ospedale. Vedo un grande fermento positivo intorno al San Raffaele».

Stop ai campanili. E Scanu cancella subito gli steccati della provincia. «Vedo che molti sono preoccupati che l’apertura del San Raffaele possa distruggere il tessuto dell'assistenza sanitaria – aggiunge –. A tutti loro voglio dire che questo sarà un centro di ricerca per tutta la Sardegna. Non di Olbia. Della Sardegna. È un investimento di cui per paradosso beneficeranno in modo maggiore proprio quelle zone che non hanno una reale economia turistica. Quelle che potranno avere vantaggi dal più grande investimento in conoscenza e ricerca fatto in Sardegna. Per usare un’espressione che ho letto sarà come un piano di rinascita. Ma le risorse arrivano da un privato».

I nemici. Scanu non nasconde che il progetto ha i suoi nemici. «Posso anche comprendere le preoccupazioni dei piccoli ospedali che temono di vedere i loro posti letto tagliati a favore della nuova struttura. Ma non sarà così. Non giustifico, e combatto i baroni. Quelli delle cliniche private, quelli politici che difendono gli interessi delle caste. Combatto i baroni universitari che lavorano contro lo sviluppo del territorio. A qualcuno lo status quo conviene. Non alla Sardegna. È così dal 1990, da quando c’è stata la possibilità che ci fosse l’investimento. Questa azione trasversale di boicottaggio non è mai scemata». Il deputato fa capire di non avere perso lo spirito combattivo. «Discutiamo, ma siamo pronti a superare qualsiasi frizione – conclude Gian Piero Scanu – . Abbiamo già trovato una soluzione per non tagliare posti letto, ora lavoriamo anche perché l’apertura del San Raffaele non vada a incidere sulla spesa sanitaria».

Scanu fa poi capire che continuerà a mantenere alta l’attenzione fino a quando non vedrà aprire il nuovo ospedale. Il primo marzo 2015. Come promesso dai vertici della Qatar foundation. (l.roj)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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