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la promessa

Il ministro Galletti: sulle bonifiche presto un tavolo tecnico a Roma

di Luca Fiori
 Il ministro Galletti: sulle bonifiche presto un tavolo tecnico a Roma

INVIATO A PORTO TORRES. La partita delle bonifiche non sarà slegata da quella dello sviluppo. Il giorno del taglio del nastro del primo impianto di chimica verde, il progetto nato nel 2011 con l'obiet...

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INVIATO A PORTO TORRES. La partita delle bonifiche non sarà slegata da quella dello sviluppo. Il giorno del taglio del nastro del primo impianto di chimica verde, il progetto nato nel 2011 con l'obiettivo di riconvertire il petrolchimico di Porto Torres in uno dei più innovativi complessi integrati del mondo, arriva anche la rassicurazione più importante, quelle che il territorio attende da anni.

Prima di rientrare a Roma, dopo aver inaugurato il nuovo impianto insieme a Daniele Ferrari e Catia Bastioli, presidente e amministratore delegato di Matrìca, il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti fa una promessa: «Nei prossimi giorni convocherò un tavolo tecnico per fare il punto sullo stato di avanzamento delle bonifiche in Sardegna e in particolare nell'area industriale di Porto Torres». Non è stata ancora fissata una data, ma Galletti ha garantito che a brevissima scadenza diramerà la convocazione per l'incontro a Roma.

La richiesta di non perdere altro tempo era stata avanzata dal sindaco di Porto Torres Beniamino Scarpa, ieri padrone di casa insieme ai vertici di Versalis (Eni) e Novamont, la joint venture che ha dato vita a Matrìca. Negli impianti del polo petrolchimico sono infatti ancora presenti 450 tonnellate di Vcm (composto clorurato altamente tossico), la cui presenza rende la situazione di Porto Torres decisamente più critica di quella di Marghera dove, al contrario, il Vcm è stato rimosso. E poi c’è la tristemente famosa «collina di veleni» di Minciaredda, già inserita dal Ministero in una prescrizione che impone a Syndial - quindi all'Eni - di dare inizio ai lavori di ripristino dello stato dei luoghi. Quella di Minciaredda è un’area di circa 27 ettari nel settore B del Petrolchimico, dove il conferimento dei rifiuti sarebbe continuato fino al 2003, quando vi è stato il censimento vero e proprio della discarica industriale. «Sulle bonifiche, con il decreto Ambiente approvato la scorsa settimana - ha anticipato ieri a Porto Torres il ministro Galletti - riusciamo finalmente a introdurre una procedura semplificata. Le bonifiche ora possono essere fatte autonomamente dalle aziende, rispettando i limiti massimi di caratterizzazione. Ci sarà un controllo finale da parte del ministero. L'azienda che fa la bonifica - ha aggiunto Galletti - non ha bisogno quindi, di un’autorizzazione preventiva per stimare la caratterizzazione: alla fine di questo percorso andremo a controllare che i valori corrispondano alle soglie imposte per legge». E per bonificare l’area industriale di Porto Torres ci sono già sul tavolo i 530 milioni a carico del gruppo Eni. Dopo tante promesse, il territorio ora chiede che si passi ai fatti. «La Sardegna - ha sottolineato il ministro - può rappresentare un riferimento importante all’interno del processo di ripresa del complessivo sistema economico e industriale del Paese. E tutti noi sappiamo quanto sia fondamentale il tema dell'ambiente per lo sviluppo dell'Isola». Ma fuori dai cancelli, mentre dentro lo stabilimento (che oggi dà lavoro a 120 dipendenti, con la previsione di raggiungere le 145 unità entro fine anno) si festeggia, c’è chi contesta il progetto «Chimica verde». Guardati a vista dagli agenti della Digos e da una quindicina di poliziotti in tenuta anti sommossa, un ristretto gruppo di esponenti del Movimento Cinque Stelle di Sassari e Porto Torres distribuisce un volantino con le motivazioni del dissenso. «Oggi inaugurano il primo impianto di Matrìca - si legge nel documento - quando le bonifiche sono attualmente lontane dallo stadio di realizzazione, pur esistendo protocolli, convenzioni con le parti e nel territorio si assiste a un peggioramento delle condizioni ambientali, anche in questo momento in cui le attività industriali sono quasi nulle. Gli stessi esperti nominati dal Tribunale nell’inchiesta penale per disastro ambientale a carico di Syndial e Polimeri (oggi Versail) - si legge ancora nella nota - scrivono che l’acqua che scorre nel sottosuolo ha concentrazioni di benzene che arriva a essere 139mila volte superiore alla norma». Contestazioni arrivano anche dal web: «Fa specie - si legge sulla pagina facebook del movimento “No Chimica Verde” - che un Minsitro all’Ambiente venga a portare il proprio benestare in un S.i.n. ormai famoso per la darsena più inquinata d’Europa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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