Sette mesi fa il ciclone uccise 18 persone
Olbia fu la città più colpita, ma i comuni travolti da Cleopatra furono 80 in tutta l’isola
OLBIA. Sette mesi fa il passaggio di Cleopatra ha lasciato in Sardegna una ferita profonda, difficile da rimarginare: 19 morti, centinaia di milioni di euro di danni, strade e case distrutte, aziende in ginocchio. A seguito di quei fatti la magistratura ha aperto diverse inchieste. A Tempio 13 persone sono iscritte nel registro degli indagati per concorso in disastro ambientale e omicidio colposo plurimo di 13 persone, fra cui Giorgio Cicalò, Ugo Cappellacci, Gianni Giovannelli e Alberto Ragnedda, mentre procede anche l’indagine della procura di Nuoro.
Il 18 novembre, la città più colpita fu Olbia in cui si contarono 9 morti: Patrizia Corona 42 anni e sua figlia Morgana di 2, e Francesco Mazzoccu di 35 anni e suo figlio Enrico di 3, travolti dalla furia dei canali gonfiati dalla pioggia abbondante; Anna Ragnedda di 83 anni e Maria Massa di 88, annegate dentro le proprie case; Bruno Fiore di 68 anni, la moglie Sebastiana Brundu di 61 e la consuocera Maria Loriga di 54 anni, precipitati con la loro auto nella voragine apertasi nella strada a Monte Pino. Quattro furono i morti di Arzachena, un’intera famiglia italo-brasiliana (Isael Passoni e Cleide Maria Rodriguez, di 42 anni, e i figli Laine Kellen di 16 e Weriston Passoni di 20 anni) affogata nel seminterrato trasformato in abitazione. Sul ponte di Oloè sprofondato aveva trovato la morte il poliziotto Luca Tanzi, 44 anni. Senza scampo anche Mario Frigiolini, 87 anni ,di Torpè; Vannina Figus, 64 anni, di Uras e Luisa Pisanu, 42 anni, di Guasila. Il corpo di Giovanni Farre, 61 anni, allevatore di Bitti, trascinato dalla corrente non è stato invece mai ritrovato. A questi, va aggiunto anche l'imprenditore di Orosei Pasqualino Contu, che si è tolto la vita dopo che il nubifragio aveva cancellato la sua azienda.
A distanza di 7 mesi resta, insieme al dolore per i morti, c’è la rabbia per la lentezza degli interventi da parte dello Stato. Molte promesse, fatte all’indomani dell’alluvione, ma pochissime risposte. I comuni, a cominciare proprio da Olbia, sono stati lasciati da soli. Solo la solidarietà ha consentito un sostegno a tanti alluvionati.
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