Al via la conta dei danni a Santa Teresa
La bomba d’acqua ha cancellato la spiaggia della Marmorata e danneggiato alcune case
SANTA TERESA. Cessata l’emergenza alluvione, restano da quantificare i danni, a Santa Teresa. La fascia più interessata al passaggio della bomba d’acqua risulta essere quella della Marmorata, dove l’omonima e splendida spiaggia è stata tagliata in tre parti dall’esondazione del rio Malchisana, un rigagnolo che raccoglie le acque piovane dall’omonima conca e le riversa nello specchio d’acqua della Marmorata.
«Lunedì abbiamo cercato di gestire le criticità, ma da oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) stiamo lavorando ad una prima stima dei danni –, ha precisato il sindaco di Santa Teresa Stefano Pisciottu –. Viabilità, condotte delle acque e fognature, sono queste le strutture dove si sono riscontrati i danni maggiori, ai quali si aggiungono quelli dei privati che hanno visto le proprietà invase dall'acqua. Un discorso a parte – ha concluso Pisciottu – va fatto sulla Marmorata. Nella spiaggia esiste un delta naturale di acque piovane che, in presenza di consistenti precipitazioni, sfoga nella spiaggia, dividendola in due. Per ripristinare lo stato dei luoghi, e soltanto dopo il consolidamento della spiaggia, concorderemo gli interventi necessari con la Forestale». I cui ispettori, da lunedì, sono al lavoro nella zona per capire cosa non abbia funzionato nel sistema delle acque. Una prima verifica è stata effettuata nell’abitazione di Giuseppe Loriga, il professionista che si è salvato per puro miracolo salendo, con i familiari e due cani, sul tetto della sua casa di La Malchisana. L’uomo, rischia di essere denunciato alla magistratura per aver occupato, costruendo un ripostiglio e un garage, il corso naturale del fiume che scarica le acque verso il mare. Stesso discorso per un’altra abitazione realizzata poco distante e che, durante la piena del rigagnolo, è stata investita dall’acqua. Il controllo da parte dei forestali prosegue con la verifica delle vie d’acque che riversano sul porto il loro carico di acque piovane. Soltanto in occasione di eventi eccezionali come la bomba d’acqua dello scorso lunedì è infatti possibile ricostruire se i compluvi naturali siano stati o meno occupati da case, strade o capannoni. Questa verifica è in corso, e le diverse situazioni verranno comparate sovrapponendo le carte aerofotogrammetriche regionali scattate nel corso degli anni. Stando alle prime indiscrezioni una parte del canale che attraversa l’area tra la strada statale e il porto sarebbe rimasta “sepolta” sotto il cemento pubblico e privato. E rientrata nella normalità, invece, l’intera rete viaria provinciale e intercomunale interessata, il giorno dell’alluvione, da interruzioni locali dovute ad allagamenti e invasione della sede stradale di detriti e fango. Gli operai comunali, quelli della provincia e gli addetti dell’Anas hanno ripulito le carreggiate dai cumuli di terra che si erano depositati dopo la tracimazione dell’acqua dalle cunette, mentre i tecnici di Telecom ed Enel hanno ripristinato, tra lunedì e ieri, le due linee interrotte dall’alluvione. (g.p.c.)
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