La Nuova Sardegna

Il San Raffaele è realtà, pronta la delibera

di Umberto Aime
Il San Raffaele è realtà, pronta la delibera

Arrivano i primi numeri. I posti letto saranno 262, la gestione del centro d’eccellenza costerà alla Regione 60 milioni l’anno

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CAGLIARI. Il San Raffaele è cosa fatta. La delibera di Giunta che «darà il via libera all’ingresso del nuovo ospedale nella rete sanitaria» è pronta. Sarà di otto pagine, nella stesura finale che sta per essere inviata alla commissione Sanità del Consiglio regionale per il parere. Il ritardo nella consegna, dopo gli annunci di questi giorni, ha una spiegazione che fa ben sperare sull’esito positivo del progetto: al tavolo tecnico la Regione ha raggiunto «un’intesa condivisa appieno sull’assetto della struttura ospedale con gli investitori della Qatar Foundation e i vertici del Bambin Gesù di Roma, che gestirà il San Raffaele dal 2015 in poi», ed è questo il testo del documento ufficioso circolato nei corridoi del Consiglio regionale in una giornata dove le indiscrezioni sono state molte e spesso contraddittorie. Alla fine, in quelle frasi, c’è scritto questo: è stato chiuso l’accordo sui reparti e i posti letto che saranno aperti nella «scatola bianca» di Olbia. L’analisi tecnica, anche questa ufficiosa, dice ad esempio che i posti letto saranno 262, 80 per i pazienti acuti, 82 riservati alla riabilitazione. E ancora: cardiochirurgia e neurochirurgia avranno una dotazione di due posti letto a testa e quindi non dovrebbe esserci «nessun conflitto con gli altri ospedali sardi», prima di tutto col Brotzu, a Cagliari, e con quelli pubblici di Sassari e Nuoro. Ancora: al San Raffaele uno dei reparti più avanzati sarà quello di urologia, specialità che «andava rafforzata se messa a confronto con i reparti ora esistenti negli ospedali di Olbia e Tempio». Confermate pediatria, cardiologia, neurologia e oculistica. Grande spazio, è previsto per la riabilitazione che sarà nei fatti un reparto trasversale, con una «branca riservata al recupero dei traumi sportivi». Nel piano industriale già firmato e controfirmato dalla Regione e dal Qatar c’è scritto anche molto altro: queste sono le prime indiscrezioni. Sta di fatto che la bozza dell’assetto è ora all’esame di un sofisticato software che dovrà calcolare i costi della struttura e soprattutto definire «quanti posti letto del San Raffaele dovranno essere accreditati al servizio sanitario regionale». In altre parole, quanto la Regione pagherà se gli stessi posti letto saranno utilizzati, la cifra ipotizzata non dovrebbe superare i 60 milioni. Una volta che i calcoli saranno conclusi (forse già oggi) la delibera diventerà ufficiale e sarà data alla commissione.

Il compito del Governo. C’è un altro passaggio fondamentale e questo riguarda Roma. La Regione è in attesa dal ministero della Salute di due delibere decisive. La prima dovrebbe escludere i posti letto del San Raffaele dal conto di quelli che la Sardegna dovrà ridurre in base al Patto della salute. Si sa già che il taglio dovrà essere di 700 unità fino a fra scendere il numero complessivo a poco più di 5300, ma senza il peso in più dei 262 posti del San Raffaele, ogni riordino dovrebbe essere molto più facile e comunque non metterebbe in discussione i piccoli ospedali. La seconda delibera del Governo dovrebbe permettere alla Sardegna una deroga sulla spending rewiev sanitaria imposta a suo tempo dal decreto Monti. In altre parole, anche in questo caso il san Raffaele non dovrebbe incidere sull’obbligo di ridurre la spesa della sanità privata del 2% (ora è intorno 150 milioni) entro il 2015. Le due delibere del Governo sono annunciate nelle prossime ore e a quel punto la delibera della Giunta sarà blindata e pronta.

I tempi. Prima di tutto la Regione ha fatto sapere che, come detto più volte, manterrà la parola data: «Rispetteremo la data del 24 giugno», o «al massimo chiederemo un breve spostamento (sei-dieci giorni) per permettere alla commissione di esprimere il parere». Perché ormai è certo che la delibera non passerà all’esame del Consiglio. Sarà possibile grazie a una norma voluta a suo tempo dalla giunta Cappellacci e che prevede «solo il parere della commissione sugli accreditamenti quando sono decisi in assenza del Piano sanitario regionale», com’è in questo caso.

Le reazioni. Il centrodestra, con Salvatore Cicu e Settimo Nizzi, è tornato alla carica con la richiesta di una seduta straordinaria del Consiglio. Mentre il segretario del Pd, Silvio Lai, è ritornato sulla direzione regionale del partito: «È stata una discussione costruttiva non influenzata da un episodio di bullismo (l’arrivo in massa dalla Gallura) che finché è durato ha alimentato solo inutili diffidenze, per poi essere annullato dall’intervento equilibrato del vicesindaco di Olbia».

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