Sanna: «Il Ppr di Cappellacci minaccia ancora il paesaggio»
CAGLIARI. Non revocare la delibera di adozione del Pps firmata a ottobre 2013 dalla giunta Cappellacci garantisce la possibilità di realizzare progetti immobiliari dannosi per il paesaggio dell’isola...
CAGLIARI. Non revocare la delibera di adozione del Pps firmata a ottobre 2013 dalla giunta Cappellacci garantisce la possibilità di realizzare progetti immobiliari dannosi per il paesaggio dell’isola e «il vero atto rivoluzionario di Pigliaru è stato quello di lasciare in vigore le norme derogatorie concepite da Cappellacci e indicate dal Ministero come lesive del principio di tutela del paesaggio in Sardegna»: ad attaccare con forza la decisione dell’esecutivo Pigliaru sullo scottante tema della pianificazione paesaggistica è l’ex assessore regionale all’urbanistica Gianvalerio Sanna, ispiratore con Renato Soru del Ppr varato nel 2004 e finito sotto attacco nella gestione Cappellacci. In un intervento pubblicato da Logosblog.it, Sanna sostiene che le cosiddette “norme transitorie”, ovvero disposizioni atte ad amministrare la fase transitoria secondo il principio di precauzione, continuano ad essere efficaci e «rappresentano a tutti gli effetti la deroga delle deroghe». Per Sanna «sono la volontà più chiara di voler depredare il territorio quanto più possibile sapendo bene che poi nessun piano definitivo, soprattutto a causa dell’obbligatorietà del rapporto con lo Stato, avrebbe mai consentito tanto con norme durature. Perché dunque - si chiede l’ex assessore - non si è voluto annullare tutto e dunque anche l’atto di adozione e le norme transitorie collegate? La spiegazione sta sicuramente in quello che queste deroghe consentono ancora oggi».
Segue un elenco di interventi che secondo Sanna sono possibili grazie al Pps Cappellacci: fra questi l’applicazione delle norme del Piano casa (L.R. 4/2009) con ampliamenti anche nella fascia costiera fino al 30% dell’esistente. Ancora: si possono costruire tutte le residenze connesse ai campi da golf (altre doppie case senza limiti) e si possono riavviare tutte le lottizzazioni adottate prima del 5 settembre 2006 (la stima che avevamo fatto a suo tempo parlava di circa 8-10 milioni di metri cubi). Ancora: si possono attuare tutte le lottizzazioni previste dagli strumenti attuativi già approvati e convenzionati, anche nella fascia dei 2000 metri e con almeno un picchetto di opere di urbanizzazione fissato per terra. «Quanto agli errori cartografici della prima stesura del Ppr - avverte Sanna - si sarebbe potuto ovviare assumendo le correzioni con un atto separato e dedicato a questa funzione senza compromettere lo stato di salvaguardia generale del territorio nelle more della definizione di un Piano i cui tempi sembrano abbastanza lunghi. La linea adottata - scrive l’ex assessore regionale - è certamente una linea che ha la piena consapevolezza di chi l’ha decisa, che conosce questi aspetti ma che evidentemente in nome dello spirito di coalizione non ha avuto la forza di impostare diversamente le cose. Quanto al fatto che anche Renato Soru sostenga questa linea e la giunta in materia paesaggistica, spiega quanto l’imprenditore ha imparato in politica, specie in tema di compromessi vantaggiosi». (m.l)
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