La Nuova Sardegna

Lai (Pd): «E.On demolisca i gruppi 1 e 2»

di Gianni Bazzoni
 Lai (Pd): «E.On demolisca i gruppi 1 e 2»

Richiesta urgente al ministro dell’Ambiente per il sito di Fiume Santo: «Ritardi anche sulle bonifiche»

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SASSARI. Una richiesta urgente al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti affinchè intervenga per fare chiarezza sui ritardi nell’attuazione delle bonifiche da parte della multinazionale tedesca E.On a Fiume Santo. È stata formalizzata ieri dal Partito democratico e porta la firma del senatore Silvio Lai, del capogruppo in commissione Ambiente al senato Massimo Caleo e di altri esponenti del Pd.

Nella stessa nota anche una serie di rilievi in merito ai ritardi sull’avvio delle demolizioni dei gruppi 1 e 2 di Fiume Santo. La preoccupazione evidente - e mai celata - è che E.On, che ormai ha deciso per la vendita degli impianti di produzione energetica nel nord Sardegna, possa lasciare l’isola senza ottemperare agli obblighi stabiliti per le bonifiche e per la rimozione dei gruppi dichiarati fuori legge e fermi ormai da mesi.

«Sono passati sei mesi dalla cessazione dell’esercizio dei gruppi 1 e 2 a olio di Fiume Santo, che ormai non sono più in grado di rispettare i limiti sulle emissioni imposti dalla Unione europea – affermano Lai e Caleo – , e non ci sono notizie sull’avvio della conseguente demolizione come previsto dall’Aia. Non vorremmo pensare a un tentativo di rinvio delle opere e delle attività obbligatorie di abbattimento, smaltimento e ripristino delle aree».

Il Pd ricorda che «solo grazie all’atteggiamento serio e univoco del ministero dell’Ambiente - guidato allora dal ministro Orlando - si è finalmente chiuso il capitolo di due gruppi altamente inquinanti che sono anche all’origine del gravissimo incidente del 2011 che ha inquinato le acque del nord Sardegna». E ribadiscono che «non sarebbe accettabile che la società tedesca tentasse di non ottemperare ai propri obblighi, allungando i tempi con grave danno alle imprese del territorio che godrebbe da subito di oltre 20 milioni di lavori previsti. Oltretutto ora che E.On ha avviato la vendita di tutti gli asset italiani, e quindi anche della centrale di Fiume Santo, il rinvio dei lavori di demolizione dei gruppi 1 e 2 costituirebbe un costo in più per eventuali acquirenti, che non potrebbero non preoccuparsi del possibile grave inquinamento presente nel terreno dove sono situati i gruppi e l’intero impianto».

Il problema è stato segnalato attraverso una interrogazione – ha detto ieri Silvio Lai – al ministro Gianluca Galletti, che lunedì era in Sardegna per l’inaugurazione di una nuova iniziativa industriale nel campo della chimica verde. E dove ha preso impegni con i rappresentanti istituzionali del territorio, in particolare i sindaci e la presidente della Provincia, di convocare immediatamente un tavolo per verificare lo stato delle bonifiche di Eni sulla zona industriale. Non sarebbe giustificabile che mentre si sollecita Eni ad accelerare le bonifiche ci si dimentichi di una bomba inquinante a poca distanza che anche l’Europa ha chiaramente segnalato nel recente passato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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